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Fascisti multietnici.

Uno crede di aver visto il peggio, ma sbaglia. Uno dice: peggio dei comunisti ripitturati da liberali, niente. E si sbaglia, perché poi incontra il fascista ripitturato da multietnico.
Prendi questo Urso. Di nome? Adolfo. Nato nel? 1957. Ma come? Adolfo, nel 1957? Sì. Sono le belle famiglie italiane, che poi lasciano un segno nel rampollo, visto che quando ha voluto fare politica si è iscritto…indovinate? al Fronte della Gioventù? Indovinato.

Bene. Adesso non è più il fascista Adolfo Urso, ma il finiano Adolfo Urso. “Finiano”? sì, è un neologismo. E che vuol dire? Non si sa. Cioè, uno capisce, per esempio, “hitleriano”. Nel senso che uno sente dire “hitleriano”, e vengono in mente cose. Non belle, ma cose. Idem per “mussoliniano”, “staraciano”e, ci vogliamo rovinare, “almirantiano”. Sono “iani” con un significato. Ci va bene pure “staliniano”, “craxiano”, “andreottiano”, financo “berlingueriano”,e persino “berlusconiano”. Ma, se accettiamo “finiano”, vuol dire che gli diamo solo il significato di “amico di Fini” oppure: “raccomandato da Fini”. Se così è, dobbiamo raddoppiare il vocabolario italiano. Avremo melandriano, fioroniano, bindiano, bondiano, giù giù fino (e non biasimiamo chi ci desse dei catastrofisti) a capezzoniano.

Ma torniamo a Adolf il Finiano. Dice che bisogna istituire l’ora di religione islamica. “Per evitare di lasciare i piccoli musulmani nei ghetti delle madrasse e delle scuole islamiche integraliste”.
A parte il fatto, sig. Adolf, che questa dizione “piccoli musulmani” ci pare francamente ripugnante, anzi è la cosa più razzista che abbiamo letto o ascoltato negli ultimi 20 anni; a parte l’altro fatto, che mentre i cittadini italiani muniti di coscienza laica, o coscienza tout court, continuano a domandarsi perché ci debba essere un’ora di religione cattolica, lei vorrebbe aggiungerne una musulmana. A parte tutto questo, le vorremmo domandare, sig. Adolf: lei che è sottosegretario, ha notizia di madrasse operative sul territorio italiano? Perché se così è, lei dovrebbe grattare fuori il fascista che è in lei, e sollecitare le opportune misure repressive.

Si tratta, ovviamente, di domanda retorica. Adolf il Finiano non risponderà, anche perché chi dovrebbe porgli la domanda non gliela porrà. A noi resta comunque stampata nella memoria quella scritta, che leggevamo sui muri negli anni ’70, e che allora trovavamo intollerante, ma piano piano abbiamo rivalutato: I fascisti non devono parlare.

Pubblicato il 17/10/2009 alle 9.48 nella rubrica Diario.

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