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La coerenza è di casa al PD (2)

Dunque, il PD - unico baluardo di democrazia in Italia - ha importato le primarie nel nostro sistema politico. Proprio il fatto che il PD usi le primarie per scegliere il proprio segretario, mentre il PdL no, dimostra quanto il PD sia democratico ed il PdL fascista. Non solo: il PD è tanto democratico che per le primarie possono votare tutti, anche quelli non iscritti al partito.

Fatto salvo che nelle prime due primarie c'è sempre stato un unico candidato con possibilità di vincere, perché gli altri non sono stati fatti partecipare (per non parlare poi del fatto che nessuno ha controllato i conteggi dei voti e persino all'interno del PD ci sono state insinuazioni pesanti a proposito di irregolarità), tra qualche settimana si terrà l'ennesima consultazione, questa volta tra tre candidati "reali". I "finalisti", per così dire, sono stati scremati dal voto degli iscritti ai circoli, che però hanno anche fatto registrare tre percentuali: come sappiamo Bersani è sopra il 50%. Ma questi rapporti di forza tra i tre finalisti non dovrebbero contare, perché partoriti all'interno dei meccanismi di partito: i giornali ci hanno raccontato che la maggior parte dei circoli ha votato secondo i rapporti di potere interno. E' il popolo che deve decidere, ora. Giusto?

Sbagliato. Dice Massimo D'Alema al Corsera che "se invece vincesse Franceschini ci si troverebbe di fronte a «uno scenario parados­sale», essendo queste le regole, aggiunge l’ex ministro degli Esteri, «certamente i dirigenti le rispetteranno. Gli iscritti non so.". Tradotto: o l'esito è scontato (ma allora ci troveremo di fronte all'ennesima primaria farlocca) oppure non verrà accettato dagli iscritti. Alla faccia della democrazia.

E il dibattito interno? Come succede ad ogni starnuto, il partito si divide subito. C'è un Morando che accusa d'Alema di volere la scissione ed un Fioroni che - inopinatamente - dice una cosa ovvia, giustissima, che diremmo anche noi: «Non si possono cambiare gli elettori perché non fanno quel che vogliamo noi». Dicono al PD che queste non sono divisioni, ma il segnale che c'è dibattito, vitalità, democrazia, niente è scontato. Giusto?

Sbagliato. E' solo una polemica di facciata. Prosegue il Corsera: "Ma Fioroni in realtà non ha grande voglia di far polemiche con gli avversari interni. Anzi. L’ala ex ppi del Partito demo­cratico sembra prepararsi a un’eventuale vittoria di Bersa­ni e tenta di frenare Franceschi­ni. ... Un messaggio indi­retto a Bersani perché non met­ta ai margini del partito gli ex popolari.".
Praticamente un'ammainabandiera.

Vorremmo far presente che alle primarie vere del Partito Democratico americano gli avversari e i rispettivi sostenitori si scannano fino a cinque minuti prima della proclamazione del vincitore. Quella sì che è una vera competizione.

PS I lettori non equivochino: non facciamo mica il tifo per Franceschini. Dei tre candidati pensiamo che siano un fesso, uno ancora più fesso ed un ritorno al passato. Semplicemente riteniamo che, chiunque vinca, il PD rimarrà esattamente quello che è ora.


Aggiornamento: Bersani ha appena detto «Bisogna riaprire il cantiere dell'Ulivo». Anche il terzo è fesso.

by Parsifal

Pubblicato il 11/10/2009 alle 11.16 nella rubrica Facce come il culo.

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