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Diario


28 settembre 2009

Il Topo liberale e «la bouche de la loi»

E’ noto, un dogma diremmo: il Topo ricorda con nostalgia il Candido di Pisanò, ma è liberale. Liberale abbiamo scritto, non liberista, come ebbe a sentenziare più volte nel glorioso forum del Riformista, distribuendo violente guanciate sulle nocche a chiunque sostenesse che i due termini hanno il medesimo significato. 

Pensate: il Topo è talmente liberi….pardon, liberale, che considera la tassa di successione come un simulacro della società liberist….pardon, liberale. Ragion per cui, quando nel 2001 (governo Berlusconi) la tassa fu abolita, il Topo entrò nel baratro dell’isteria bulimica e ne uscì soltanto nel 2006, quando Dracula Visco la reintrodusse insieme al raddoppio della tassa di proprietà per i poveri cristi che non potevano comprarsi il SUV Euro4.

Questa premessa, solo per chiarire quanto profonda e radicata sia la fede liberist….pardon, liberale, del nostro Topo, per meglio interpretare ciò che segue.

Dunque, pochi giorni or sono il Ministro Maroni, rilevando che le nuove norme sull’immigrazione clandestina restano, in molti casi, disattese, dichiarava: «La legge sulla clandestinità è chiara, la capisce anche un bambino di sei anni. Non possiamo accettare che i magistrati la interpretino in un modo o in un altro.», raccogliendo dal PTB (partito tribunali e procure) i soliti sganassoni: «Liberi di tradurre le leggi secondo Costituzione» accompagnati da ginocchiate alle palle del PD (il nostro vecchio, caro, partito democratico, ora partito dementi): «Rispetti l'autonomia».

Secondo Voi, poteva il Topo liberi….pardon, liberale, perdere un’occasione così ghiotta per illuminare Maroni sulla verità ontologica delle sue asserzioni e liberarlo, così, dal «giogo della caverna»? Avete gridato all’unisono “NO!!!!”? Bene, avete ormai una totale padronanza dell’archetipo Topo.

Dunque, qualche giorno dopo, sul suo deserto blog, tra torchi e barrique, il Topo così bacchettava il Sig. Ministro.

No, ministro, lei sbanda e anche di tanto: interpretare la legge è un diritto/onere della Magistratura, in base ad un principio che lei ignora quanto aborre anche solo comprendere. Trattasi in effetti di quella quisquilia denominata principio della separazione dei poteri. Un aiutino in materia può trovarlo QUI, donde estraggo il seguente eloquente e singificativo passo.

<<Il noto broccardo latino in claris non fit interpretatio è ingannevole, per non dire addirittura ipocrita. Infatti, l'attribuzione della "chiarezza" ad un testo è in realtà un postulato interpretativo, su cui si costruisce la conseguenza di legge: ma la vera chiarezza è sempre quella che risulta dall'interpretazione, sia pure rapida ed intuitiva, e non è mai quella che la precede. Anche l'antico principio, risalente all'epoca dell'illuminismo, che il giudice sia semplicemente la bouche de la loi, di cui ripete le parole senza alterarle, riflette una precisa ideologia del potere politico del sovrano, in quanto esso è un criterio inteso a limitare il potere giudiziario nel momento interpretativo.>> Tommaso E. Frosini.

Si impone a questo punto, la domandina di rito.  Secondo Voi, la definizione della magistratura come la bouche de la loi  (bocca della legge), ovvero come espressione non di potere delegato ad interpretare, ma di ordine tenuto all’applicazione di ciò che ha deliberato l’unico potere riconosciuto, che è quello legislativo – come si addice ad ogni stato liberist…pardon, liberale che si rispetti - chi poteva averla coniata? Tommaso E.Frosini? No! E chi allora? Ma il (*)conte di Montesquieu, of course, padre, insieme a Locke, della concezione della giustizia nello stato liberist…..pardon, liberale.

A questo punto, abbiamo considerato seriamente che la nostalgia del Topo nel ricordare il Candido di Pisanò, sia simile a quella che deve provare Di Pietro, al ricordo della sua esperienza di Magistrato: «Com’era bello fare il Procuratore: la legge era cosa mia, la potevo interpretare per gli amici e applicare per i nemici. Eh! se non era pei rimborzi elettorali, quella toga non me la sarebbe mai sfilata. E vi facevo vedere io se a Berlusconi, lo sfasciavo o non lo sfasciavo.»

redattor teddy, a letto con la suina

Nell'illustrazione: Montesquieu guarda con commiserazione il Topo liberis...pardon, liberale

(*)Il Topo che, notoriamente, ebbe intime frequentazioni con Montesquieu fin dalla scuola materna, ci fa rilevare che era barone di e non conte. Volentieri rettifichiamo e ci scusiamo per l’errore, dovuto ad un refuso tipografico del Bignami su cui leggemmo, a suo tempo, il sunto de “Lo spirito delle leggi”. Il Topo, invece, Montesquieu lo ha letto tutto e in originale. E ricorda bene che era illuminista. E barone.




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28 settembre 2009

Le figuracce del Topo...

...si vedono anche alla distanza.
Guardate
qui e confrontate con questa notizia.




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28 settembre 2009

teddy's

Santità,

Lei dice «Oggi c'è bisogno di politici «credenti» e «credibili», dediti «non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune» e questo, salvo il «credenti», che però si può anche leggere in senso laico, sembra più che condivisibile. Poi, però, aggiunge  «….e pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione».

Premesso, per quelli che strillano che Lei rompe i coglioni solo a noi, che siamo in Repubblica Ceca, senza tirarla per le lunghe, ammesso, ma proprio ammesso che nascesse che so, un nuovo David Ben Gurion che, oltre ad essere ateo era pure ebreo, e sempre ammesso, ma proprio ammesso che, per ironia della sorte, ce lo ritrovassimo nostro governante, cosa dice Lei, Santità, non andrebbe bene?




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27 settembre 2009

ANDREA'S

Quando ho letto dell’avvocatessa che è entrata nel carcere milanese di Opera, ha incontrato il suo cliente nella saletta riservata, una guardia carceraria si è messa a controllarli dallo spioncino, d’improvviso la guardia è trasalita, ha aspettato la fine del colloquio, ha preso carta e penna, ha steso un bel rapporto, nel rapporto c’era scritto che l’avvocatessa aveva fatto un pompino al cliente, la cosa è finita all’Ordine degli avvocati, l’Ordine si è indignato, sfregiata la deontologia, ha puntato il dito, “mi era soltanto caduta la penna sotto il tavolo”, si è difesa lei, sì, col cavolo, ha ribattuto l’Ordine, e ha sospeso l’avvocatessa per sei mesi, dicasi per sei mesi, insomma, leggendo tutto ciò (a parte la guardia che secondo me si chiamava D’Avanzo) e vista la gragnuola di penne che cade sotto il tavolo a loro, mi sono chiesto se gli avvocati dell’Amor nostro non rischino la radiazione.




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26 settembre 2009

Sensazionale: Topo Gonzo prende Ugo Volli a culate sulla punta delle scarpe!

Topo Gonzo non prende sberle solo da noi. Sono anni che si aggira per giornali e riviste, nonché siti web, come un cagnolino petulante che finisce per essere preso a calci. La maggior parte di queste incursioni, purtroppo, le fa con altri nomi, facendoci perdere lo spettacolo. Ogni tanto, però, arriva con il suo ridicolo nick (come quella volta che rimediò la memorabile figura da cicculattè con Wikipedia, venendo beccato a riciclare, come fosse roba sua, un dépliant dell’ufficio turistico abruzzese).

Nei giorni scorsi, tutto turgido di sapere storico, è andato a morsicare le caviglie di Ugo Volli. Ossia, a tentare di morsicarle. I risultati si vedono qui.

Come dice Malvone, ci dispiace tanto che tu abbia fatto una figura di merda, Topo.

 




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26 settembre 2009

Siamo d'accordo con il sig. Train

# 2 commento di jazztrain - lasciato il 25/9/2009 alle 22:19

Siamo ridotti male, è mai possibile che l'unico che faccia Informazione in televisione con la I maiuscola sia solo Michele Santoro?
A che livello è sceso questo paese?

Dovrebbe stare nelle citazioni (e ci andrà), ma il commento del sig. Train, deposto ieri da Malvone (in quasi simultanea con i consigli da posta del cuore elargiti a Galatea) merita un post. Ci troviamo, infatti, il sig. Train allo stato puro, diremmo di idea platonica (*).

Dunque, analizziamo:L'asino nel deserto

1. “Siamo ridotti male, è mai possibile...” Sembrerebbe che il sig. Train avesse visto qualcosa che non va, e che lo sprofonda nel più cupo pessimismo.

2. … "che l'unico che faccia Informazione in televisione con la I maiuscola sia solo Michele Santoro?” Un paio di chiarimenti,, sig. Train: “televisione con la I maiuscola”, lei dice: quale “i”, esattamente, lei vorrebbe rendere maiuscola? Vorrebbe “televisIone” o “televIsione”? Ce lo spieghi, sig. Train. Invece è chiarissimo che l’unico è solo Michele Santoro. Non c’è il rischio di pensare che l’unico sia anche Santoro. Molto chiaro.

3. A che livello è sceso questo paese?”. E qui, sig. Train, lei ci deve una spiegazione nel merito. La prima frase esprimeva sconforto. Leggendo la seconda frase, pur con dubbi lessicali e sintattici, ci eravamo convinti che lei fosse un fan di Santoro. Ma la terza frase ribalta completamente le nostre convinzioni. Lei dice, in pratica, che la signoria giornalistica di Santoro fa scendere il nostro bel Paese nella cacca più nera. E questo getta una luce inequivoca anche sulla prima frase: “Siamo ridotti male, è mai possibile...”

Insomma, sig. Train, lasci che parafrasiamo, e se sbagliamo lei ci corrigerà. Lei vuol dire: “è possibile che si debba arrivare a apprezzare una merdaccia immonda come Santoro?”

Noi la capiamo, sig. Train, perché capita anche a noi qualcosa del genere. Si figuri che, in odio all’Inter, ci siamo ridotti a tifare quelle merdacce della Juve.

(*) Sig. Train, potrebbe interrompere lo smanettamento almeno quando la si definisce idea platonica? Grazie.




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25 settembre 2009

Castelli gonfiati

 Non siamo grandi fan della radio e la usiamo solo in auto; ma, quando
capita, siamo sempre sintonizzati su RadioTre. Quasi tutti i programmi
sono interessanti e ti danno l'occasione di imparare cose nuove. Ma
RadioTre ha un gran difetto: è costruita con lo stampino della sinistra
cultural-salottiera -antropologicamente-superiore, quella che ammaestra
il "ceto medio riflessivo" e che spesso e volentieri finisce per
contorcersi su sé stessa, producendo grandi vaniloqui, pardon, grandi
cazzate.

In questi giorni, nel tardo pomeriggio va in onda la rubrica "Castelli
in aria", tenuta da Edoardo Lombardi Vallauri, cattedratico di
linguistica all'Università di Roma 3. Il professore, purtroppo, ha
deciso di non parlare delle materie su cui può esibire un curriculum di
grande rispetto, la linguistica e la semantica, ma di "esemplificazioni
di cose complesse", durante le quali si diletta a confutare e smontare
luoghi comuni (il passatempo preferito del ceto medio riflessivo). In
poche parole, fa il dispensatore di cose intelligenti (cosa che gli
viene particolarmente bene perché ha pure la erre moscia): che so, ad
esempio dimostrare che chi si comporta irrazionalmente in amore è invece
più razionale di chi si comporta razionalmente, e via così. Qualche
volta dice anche cose giuste, ma che ci paiono di un'ovvietà disarmante,
cose che tutti capirebbero in cinque minuti, mentre lui ne parla per
mezz'ora (alla faccia dell'esemplificazio ne).

Ieri ha raggiunto vette insuperabili. Sintonizzandoci su RadioTre a
tramissione già iniziata - chissà cosa ci siamo persi - lo abbiamo
sentito disquisire sul perché il succo d'uva è meglio del vino e sul
perché "la natura è meglio della cultura"; ovvero di come le cose
naturali siano molto più stupefacenti e grandiose di quelle fatte dagli
esseri umani. Vuoi mettere la maestosità dell'uva, che si crea da sola a
partire dalla terra, confrontata alla modestia del processo di
produzione di un Morellino o di un Bordeaux? Noi poveracci esseri umani,
infatti, siamo come degli stolti che piantano una girandola in cima ad
un grattacielo, compiacendosi della propria creazione, che però ben poca
cosa è in confronto alla maestosa architettura su cui è posata.

Ma torniamo al succo d'uva. Va da sè che al prof. Lombardi Vallauri il
succo d'uva piace più del vino, e son fatti suoi, ma sente l'esigenza di
costruirci su un sistema filosofico che dimostri che il suo non è un
gusto arbitrario, ma l'unica cosa giusta e saggia da fare. Se ti piace
di più il vino sei provinciale (sic), perché dai molta importanza ad una
cosa fatta dai tuoi simili (il vino), piuttosto che una molto più
complessa e stupefacente fatta dalla natura (l'uva). Parimenti
provinciali sono i telegiornali italiani, che danno spazio ai vaniloqui
dei politici ed ai pettegolezzi (e qui siamo d'accordissimo, ma
ricadiamo nelle ovvietà disarmanti), mentre non lo sono ad esempio
quelli giapponesi, che - apprendiamo - dedicano ore, ore ed ore alla
fioritura dei ciliegi. Quella sì che è una notizia importante.

Non contento di criticare i telegiornali, ha poi spostato il discorso
sugli amici dell'uomo. Secondo il prof. Lombardi Vallauri, anche i cani
e i gatti sono provinciali (sic!) perché se li porti in piazza della
Signoria pensano ad annusare le pisciate dei propri simili (sic)
piuttosto che guardare i monumenti. Il riferimento, ovviamente, è
finalizzato a denunciare la nostra stoltezza di umani, che ci
meravigliamo più del vino che non dell'uva, e così via.

Al che non abbiamo capito più niente - forse perché non facciamo parte
del ceto medio riflessivo. Date le premesse dell'uva e del vino, un cane
ed un gatto ci parevano molto più complessi e stupefacenti di piazza
della Signoria, e ne avremmo dedotto che i provinciali - di nuovo -
eravamo noi, tutti intenti col naso all'aria a guardare i monumenti
anziché piegarci sul marciapiede per annusare le pisciate di Fido e
Fuffi. Boh.

Lungi dal chiarirci le idee, la trasmissione si è chiusa lasciandoci con
un dubbio: ma se uno pensa che la natura è meglio della cultura, perché
non va a fare l'ornitologo (oppure direttamente lo zappaterra, non sia
mai che l'ornitologo sia troppo acculturato) piuttosto che il linguista?
Mah!?!?

By Parsifal




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24 settembre 2009

Puff! sparito (provvisoriamente?)

Dottore Malvone, siamo preoccupati. Ogni mattina, alle 6 in punto, corriamo a leggere “Giornalettismo”, speranzosi di trovarvi un Suo articolo (la famosa rubrica “Provvisoriamente”, che si occupa di Vaticano & dintorni).

Per il nostro sconforto, è dal 3 settembre che non la ritroviamo. Quello fu il giorno della Sua sfortunata (davvero sfortunata, e ce ne dispiace tanto) previsione su Boffo, immediatamente e duramente smentita dai fatti. Ci fu anche un precipitoso editoriale firmato “Redazione”, a correzione del Suo infortunio (anche a Gregorj, quindi, dispiaceva tanto).

Noi ce ne saremmo pure dimenticati (salvo il tanto dispiacere, che rimaneva, come un groppo in gola). Ma la mancanza, mattina dopo mattina, dei Suoi “Provvisoriamente” ci sta mettendo in ambascia. Non sarà mica che ci sono state conseguenze, all’interno della redazione? Vuole che mettiamo una buona parola col sig. Gregorj? Noi la preghiamo, Dottore, di darci notizie. Non leggerLa più ci dispiacerebbe tanto.

 




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23 settembre 2009

Ultime notizie: Libertà di stampa in sala rianimazione....

In questo strano paese, la libertà di stampa è talmente in pericolo che negli ultimi sei mesi sono nati tre giornali di opposizione. La definizione corretta, a dire il vero, sarebbe antiberlusconiani, ma noi non intendiamo derogare dal nostro usuale tono politically correct.

Dunque, dicevamo, tre giornali: due di essi, mentre stava loro spuntando il primo dentino, sono già finiti in tribunale, l’un contro l’altro armato, per ragioni di nome. Una banale questione di business: non creare confusione tra “l’Altro”, creatura del Sansonetti gonfiabile (come lo chiamano i suoi ex compagni) e l’Altro Quotidiano, generatosi per cariocinesi di Barbapapà (e del suo già figlioccio Stefano Clerici), tra i cinquanta lettori che li comprano e i potenziali cinquecento che potrebbero farlo nel medio termine, target che entrambi i quotidiani salva democrazia si sono prefissi come obiettivo.

Il terzo, di gran lunga più blasonato dei primi due, e con ben altre aspirazioni editoriali, ha visto la luce questa mattina e, ancora fresco di tipografia, sembra sia andato letteralmente a ruba, nonostante gli scongiuri di Ezio e Conchita.

Il manipolo di arditi che lo fa è la solita pattuglia di giacobini specchiati: Toni Padellaro, Marco Travaglio e una quindicina di giovani redattori. In fureria c’è M.me Verdurin, alle vettovaglie una contessina Borromeo (Bea), inviati presso le procure un drappello di P.M. in servizio permanente effettivo. A proposito, ma oltre che con le commissioni LL.PP. e la politica, i magistrati possono arrotondare anche col giornalismo militante? Speriamo che qualcuno giri il quesito al C.S.M., solo per fugare ogni dubbio di legalità, si intende.

Fonti bene informate riferiscono che il mostro sbattuto (e immortalato) in prima pagina dallo storico n.0, sia quella mammola di Gianni Letta. La qual cosa, non avrà potuto che fargli un immenso piacere. Le stesse fonti bene informate riferiscono anche dell’editoriale di apertura di Direttor Toni. Dice che la loro linea politica è la Costituzione (e questo già li renderebbe orfani se dovessero cambiarla), che non faranno sconti a nessuno, che saranno un giornale di opposizione a prescindere e che, per essere davvero liberi, non prenderanno contributi pubblici. Chissà la pubblicità da chi la prenderanno.  

Siamo curiosi di vedere se ci parleranno anche dell’associazione Italia dei Valori (monetari) che incassa i rimborsi elettorali di Italia dei Valori (civili). C’è da sperare che almeno chiedano a Bea un servizio sul ventilato rinnovo degli incentivi alla rottamazione. Magari suo cognato potrebbe sussurrarle in un orecchio se la cosa ha a che fare anche con l’acquisto di Banca Fideuram.

Certo, fa accapponare la pelle pensare che 30.000 italiani (fessi o solo in buona fede?) abbiano già messo mano al portafogli e versato da 100 a 400 euro per un abbonamento annuo. Ti viene da pensare che ciò che davvero manca all’informazione, in questo paese, più che la libertà, siano le notizie vere. E non puoi nemmeno strillare, come Totò:”….e poi dice che uno si butta a destra….”, ché corri il rischio di inciampare in M.me Verdurin, Di Pietro e Travaglio.

redattor teddy


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22 settembre 2009

Dedicato al sig. Devarim, ma non solo

Questo è un paese dove le rendite di posizione sono la norma. Ciò si riverbera potentemente sulla mobilità sociale. Prima del boom economico, era molto difficile che un individuo, per quanto meritevole, cambiasse di classe sociale. Padre contadino, figlio contadino. Padre notabile, figlio notabile. Persino il partito socialista aveva dirigenti in prevalenza provenienti dalla borghesia. Mussolini e qualche altro fascista costituirono un’eccezione, ma limitata al periodo rivoluzionario, quando si sa che un po’ di acque si rimescolano.

Con il boom economico del dopoguerra, ci fu mobilità sociale. Occorre riconoscere che si trattò dell’unico periodo di democrazia sostanziale (proprio nel senso sancito dal secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione). Con l’affievolirsi dello sviluppo economico, si è tornati alla rendita di posizione. La mappa del potere non è più, ovviamente, quella del 1940. Ma la ferma volontà di mantenimento delle posizioni e di esclusione degli “altri” è la stessa. Facciamo un esempio, marginale come dimensioni, ma illuminante: se andate a vedere un film italiano, guardate quanti cognomi illustri o, almeno, noti. Comencini, Tognazzi, Gassman, de Sica, giù fino alle Argento e alle Mezzogiorno. Il fenomeno è chiaro: mentre i padri e le madri degli attuali registi/attori si sono fatti da soli, questi sono lì per diritto di famiglia. E i risultati si vedono, perché il confronto fra la cinematografia italiana di allora e di oggi è davvero impari. Spegnendo i riflettori, andiamo sulla società italiana nel suo complesso: la mobilità sociale è di nuovo al minimo. Prendiamo l’accesso al mercato del lavoro: senza raccomandazione, che fai? Il meglio che puoi fare è darla (o darlo) se hai certi requisiti fisici. In fondo, il vituperato mondo dello sport è rimasto l’unica isola di meritocrazia, cioè di democrazia sostanziale. Se sei bravo a stoppare la palla e buttarla dentro, probabilmente emergi, anche se sei figlio di nessuno.

L’inversione di tendenza antidemocratica è stata sancita dal famoso slogan “no alla selezione” ricorrente a partire dal ’68. I più avveduti, allora, facevano notare che l’unica alternativa alla selezione era ed è la raccomandazione. Poiché i fenomeni sociali hanno una certa inerzia, i frutti perversi non si sono visti subito. Ma la non-selezione nella scuola ha finito per dividere i giovani che ne uscivano in due nuove (ma in fondo vecchissime) classi sociali: i raccomandati da un lato, e gli insegnanti o aspiranti tali, dall’altro. Successivamente, col saturarsi anche della seconda classe, se ne è formata una terza, che correntemente si definisce precariato, della quale si vorrebbe qui tacere, concentrandoci sulla seconda.

L’espandersi a dismisura della classe degli insegnanti è il frutto di una politica tutto sommato cosciente e mirata: dare mezzi di sostentamento a tutti coloro che, avendo concluso l’intero ciclo degli studi, ma non disponendo di raccomandazioni, mettevano all’incasso un’aspettativa che era stata ipocritamente instillata, e cioè che tutti abbiano diritto all’elevazione sociale, a sua volta identificata con l’affrancamento dal lavoro manuale.

Naturalmente, questo ha portato a ridefinire de facto la missione della scuola in Italia: dalla centralità dell’insegnamento alla centralità dell’insegnante. Immaginiamo i sorrisi beffardi: bella centralità, a 1000 euro o poco più. Sono sorrisi ingiustificati, perché la missione sopradescritta è di sostentamento, e a un numero il più alto possibile di individui. Non per nulla, il 97% delle risorse è destinato alle retribuzioni.

In un certo senso, si tratta di un intervento sulla società italiana che riproduce meccanismi di tipo sovietico. Prima di storcere il nasino, si potrebbe leggere questo passo dai Quaderni di Samizdat, del dissidente russo Juri Orlov (1975, poco prima dell’arresto):

Compensazione della mancanza di libertà economica, politica e spirituale con diritti e privilegi specifici: "Il diritto al lavoro" in cambio di una lealtà incondizionata.
Mi soffermo qualche istante sulla specificità dei diritti dei cittadini deIl'U.R:S.S. Si tratta prima di tutto del diritto al lavoro (per il cittadino leale). In pratica consiste nel fatto che il cittadino viene liberato per larga parte della propria responsabilità per il risulta­to del suo lavoro. Questo naturalmente non significa che ogni cittadino cerchi di fare uso di questo diritto. Ma lo possiede, e il livello medio di responsabilità in un dato posto di lavoro è più basso qui che in Occidente. Un uomo non può trovarsi senza la­voro per colpa di una qualifica insufficiente, di negligenza o di cronica improduttività.
In tal modo compare in questo campo un nuovo genere per­fettamente specifico di libertà interiore, concessa però soltanto ai cittadini leali.
Questa libertà è, incontestabilmente, una conquista del so­cialismo e, in particolare, del socialismo a economia ipercentra­lizzata, dove non esiste padrone personalmente e concretamente interessato al rendimento del singolo. E siccome questa conside­razione si applica a tutti i livelli dell'economia socialista, ad ecce­zione soltanto del vertice della gerarchia, si forma una specie di garanzia di solidarietà, un sistema di indulgenza reciproca nei confronti dell'irresponsabilità nella vita professionale.

Orlov prosegue con interessantissimi esempi sul funzionamento, o malfunzionamento del sistema, e sulla genesi, come conseguenza, di quella che chiama “demoralizzazione della società”. Per ragioni di spazio riservo queste pagine per un successivo intervento, ma sono certo che molti dipendenti pubblici (non solo della Pubblica Istruzione) vi troverebbero spunti comparativi non banali.

Mi preme invece di sottolineare come, correttamente, Orlov parli di “privilegi”, ottenuti in cambio di qualcosa che, parafrasando, potrei definire perdita del diritto alla mobilità sociale, ossia alla democrazia sostanziale.

Se ci riportiamo alla scuola italiana, noi troviamo un tessuto di simili “privilegi” (irresponsabilità) che però sono tali solo per chi non abbia certi requisiti di capacità. I “privilegi” diventano invece gabbie, non solo salariali ma anche professionali, per quegli insegnanti che sono in grado e desidererebbero dare (e avere) di più. Divengono, inoltre, furto di opportunità nei confronti degli studenti e furto tout court nei confronti del cittadino/contribuente italiano, che ha (avrebbe) diritto a trovare nella scuola una leva di sviluppo per il futuro del Paese.

In questo modo, anche il sistema dell’istruzione pubblica si trasforma in un insieme di rendite di posizione, di cui fruiscono in infima parte i singoli insegnanti, ma in misura molto maggiore coloro che gestiscono di fatto o comunque sfruttano il sistema, procurandosi potere e altro. E qui, certamente, per individuare i detentori del potere e delle rendite possiamo risalire la scala gerarchica fino a Viale Trastevere, ma non possiamo dimenticare i sindacati e anche le scuole private, confessionali e non, che beneficiano a piene mani del malfunzionamento della scuola pubblica.

Qui però ci interessa dire qualcosa sugli insegnanti, a ciò sospinti anche da alcune considerazioni, per noi incaute, formulate dal blogger Devarim. In particolare, una secondo la quale gli alti stipendi della classe dei raccomandati sarebbero un insulto per gli insegnanti. Ci pare una considerazione egocentrica: alti stipendi erogati con soldi pubblici sono un insulto per tutti i cittadini, specie se contribuenti onesti. Non sono un particolare insulto per gli insegnanti come categoria, perché questa categoria è parte del sistema spartitorio.

Abbiamo visto che nella scuola non c’è sufficiente selezione in base al merito, e su questo sono d’accordo proprio tutti, anche quelli che approvano che non ci sia selezione. Quindi, delle due l’una: o uno ritiene che la meritocrazia lo sfavorirebbe, e allora farebbe bene a tacere sulla mancanza di meritocrazia altrove. Oppure ritiene che la meritocrazia lo favorirebbe, e allora bisognava che si svegliasse prima. Ambedue le tipologie di insegnante sono colpevoli di vivere, senza proteste che non siano espresse a mezza voce, in un sistema sostanzialmente omertoso, dove il privilegio dell’irresponsabilità si costituisce in rendita di posizione. Rendita infima se rapportata al singolo individuo, ma enorme se moltiplicata per centinaia di migliaia di individui. Quelli che, in quanto buoni insegnanti, soffrono di un sistema del genere, dovrebbero, a mio parere, indirizzare le loro proteste sempre verso il ministro, ma non perché va a toccare equilibri parassitari, ma piuttosto perché c’è il rischio che non li tocchi abbastanza, o solo per finta.
Erasmo

Poi c'è questo




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22 settembre 2009

per il Sig. Devarim, che non interverrà più....

 

Caro Devarim,

anche se non chiede più una risposta, io gliela do ugualmente, considerato che la domanda, discutibile ed alquanto offensiva per il livello di questo blog, lei l’aveva formulata.

Se ciò che scriverò è condiviso dai colleghi della redazione, saranno loro a confermarlo se e quando lo riterranno opportuno. Io scriverò come al solito in prima persona plurale: saranno loro a certificarne il senso, come il solito, scherzoso plurale maiestatis o come un autentico plurale morfologico (prenda nota sig. Train, per la lezione di domani).

Dunque Devarim, lei si chiedeva come mai noi, paladini della meritocrazia, non ci fossimo pronunciati su un incarico pubblico da 150.000 euro l’anno, regalato da papà Bossi a suo figlio.

Non ne avevamo notizia. Ora che lei, gentilmente, ci ha fornito il link, ne abbiamo letto a sufficienza e, certamente, lei è ansioso di conoscere cosa ne pensiamo. Prenda nota: proviamo un senso di nausea e non solo per il fatto che figliuolo beneficiato sia stato bocciato per tre volte di seguito all’esame di maturità; ci avrebbe fatto ugualmente schifo se avesse conseguito la maturità col massimo dei voti e una laurea summa cum laude.

E’ la medesima nausea che proviamo per chi porta la moglie in parlamento, per chi ieri restituiva i prestiti ricevuti dai propri inquisiti in scatole da scarpe e oggi incassa i rimborsi elettorali tramite un’associazione composta da se stesso, sua moglie e l’amica, è la medesima che proviamo per chi oggi si preoccupa della legalità e della democrazia di questo paese e ieri incassava i profitti e cedeva le perdite allo stato, con operazioni di finanza da galera, che nessuno si è mai sognato di sindacare.

E’ la medesima che proviamo per tutti i morti sul lavoro, quei sette che portarono un deputato in parlamento e un intero corporate management alla sbarra, e di cui ancora si occupano le cronache della stampa legalitaria e progressista, e quei cinque passati a miglior vita in altri contesti, su cui la medesima stampa legalitaria e progressista ha steso un fulmineo e impenetrabile velo di silenzio. Potenza del calcio, del petrolio e degli interessi giusti nel contesto giusto.

Veda, caro Devarim, noi siamo tra coloro che hanno raggiunto, nella interpretazione della realtà intesa come verità, un livello più evoluto rispetto a quanti ne danno ancora una interpretazione strettamente ideologica: anziché cambiarle, abbiamo ammainato del tutto le bandiere, ci siamo dichiarati ideologicamente apolidi o, se preferisce, qualunquisti consapevoli. Qualcuno di noi ci è arrivato prima, qualcun altro dopo: non tutti abbiamo il medesimo intuito e pari capacità di analisi. Ma i fondamentali sono comuni e, se ci sono, non possono che portare alle medesime conclusioni.

Ora lei, e i 2,5 lettori che ci seguono, oltre che i nostri fessi che spiano dal buco della serratura, sarete di certo curiosi di conoscere se proviamo nausea per gli ultrasettantenni che vanno con le ragazzine. La risposta è no, anche se, personalmente, preferiamo signore un po’ più attempate e, soprattutto, capaci di suscitare emozioni più intense di quanto possano un culetto lipoaspirato e un paio di tette al silicone, cose che abbiamo già, più o meno abbondantemente, consumato nel corso della nostra attempata e intensa esistenza, quando avevamo fascino e prestanza sufficiente per goderne appieno. Ma qui è solo questione di gusto o, meglio, di classe, e il nostro è decisamente un altro livello, non certo questione di etica, che dovrebbe avere orizzonti ben più ampi di una gnocca o di un articoletto della Carta, soprattutto se a farne menzione è una tonaca nera.

Come non proviamo nausea se per la prima volta nella storia di questo paese, dei terremotati rientrano in una casa vera dopo solo qualche mese dall’evento che li lasciò profughi, mentre sono ancora in vita associazioni di senza tetto del Belice e dell’Irpinia.

Parimenti, non proviamo nausea per il reato di immigrazione clandestina, eppure siamo a contatto con immigrati ogni giorno: riusciamo a far convivere nella prosperità del lavoro legale, quello coi diritti e i doveri per intenderci, serbi, croati, kossovari, e anche qualche magrebino. Certo, noi che non abbiamo il crocefisso negli uffici, dobbiamo far finta di non sapere delle preghiere recitate al cesso, col viso rivolto alla mecca, durante il ramadan. Ma per noi non è un gran problema, a condizione che il cesso sia lasciato libero se qualcun altro lo deve usare solo per pisciare.

Insomma, caro Devarim, ciò che ci distingue è il fatto che le nausee che avvertiamo, e quelle che non avvertiamo, non hanno connotati ideologici: non sono di destra, né di sinistra. Sono solo reazioni del nostro stomaco e delle nostre teste. Nulla di eccezionale: soltanto reazioni da uomini liberi.

redattor teddy, a titolo pesonale?




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21 settembre 2009

Cristalli.

Lo stato di decomposizione della piattaforma costringerà presto anche noi a un doloroso distacco verso altri lidi tecnologici. In tali lidi, avremo la possibilità di escludere in modo più efficiente commentatori parassitari, troll e aspiranti manganellatori.

Diamo qui una definizione aggiornata dell’ultima tipologia. Si tratta di persone che vengono qui a ammonirci che non abbiamo titolo a parlare, non per quello che diciamo ma per quello che siamo. Ognun vede come si tratti di un estremo, sfibrato revival della figura dello spaccavetrine. Che poi, dopo un percorso di avvicinamento semicircolare, lo spaccavetrine si presenti come se provenisse da sinistra, è fatto del tutto insignificante. Sempre squadrista rimane. Il suo pio desiderio è mettere fuori combattimento il nemico, lasciando poi sul muro una stella, che potrebbe essere a sei punte. Ma anche se fosse a cinque, che differenza fa?




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20 settembre 2009

Le plum-cakkole del Dottore

 

Così il Dottor Malvone: “Sarà un nom de plum, avrà ragione Magister, ma via, potrebbe anche non esserlo. Quell’articolo potrebbe essere stato scritto o almeno ispirato da Vian, certo, ma anche no.” 

Un “nome di prugna”, dottore? Forse nell’accezione di “gnocca”? Come mai il dotto Malvone cade in un errore così ridicolo? Ci è venuto un sospetto. Siamo andati a controllare su Google, e voilà. Sospetto confermato: circa 1.360.000 risultati per il corretto nom de plume, e ben 3.090.000 per il ridicolo nom de plum. Com’è possibile? Semplice: i risultati per plum includono anche quelli per plume.
Ma il dotto Dottore non ci ha pensato. Ha pensato invece: certo 3 milioni sono più attendibili di 1.
E’ la cultura, bellezza.

per dovere di cronaca, segnaliamo che alle ore 22:20 circa, la plum è divenuta plume, la prugna si è tramutata in penna. Prendiamo atto con soddisfazione dello zelo con cui il Dottore fa tesoro della nostra mission.

La redazione




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20 settembre 2009

Indulgente, il sig. Train

Così il sig. Train, ieri:
“Qualche domenica fa sull’inserto domenicale di Repubblica si parlava dell’uso del congiuntivo.
Sono stati scelti alcuni passi dai più grandi autori della letteratura italiana da Dante sino a Leopardi, ebbene si è scoperto che anche loro sul congiuntivo avevano problemi.
Chi è il pazzo che oserebbe mettere in dubbio la grandezza di simili autori solo perché non concordavano come si deve?
Si può discutere all’infinito sull’uso dei modi e dei tempi verbali, sono discussioni sterili che lasciano il tempo che trovano e francamente perdere tempo per queste quisquilie lo trovo noioso. Qui nei blog, nei forum si dialoga, e a volte nella foga ci si lascia andare.”

Poco importa lo scopo del sig. Train, che è cercare di legittimare il suo analfabetismo. Proponiamo questo passo ai nostri lettori per la sua bellezza intrinseca. In particolare, le parole grassettate aprono autentiche finestre sull’abisso. “ebbene si è scoperto” dice il sig. Train. Pare una ricerca scientifica: come reagiscono le parole alla rinfusa di Dante e Leopardi all’agente chimico detto congiuntivo? Reagiscono male. Conclusione del ricercatore: Dante e Leopardi “avevano problemi”. Sul congiuntivo. Infatti, non concordavano come si deve, i due grezzotti, e adesso si sentiranno umiliati, là oltre la palude stigia. Meno male che c’è l’indulgente sig. Train a rassicurarli: nessuno si permetterà di mettere in dubbio la grandezza di simili autori solo perché non concordavano come si deve. Garantisce il sig. Train, che ci ricorda tanto Troisi quando spiega la locomotiva a Leonardo.




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19 settembre 2009

LI MANFRODITI

Il caso dell'atleta sudafricana/o che ha vinto gli 800 metri femminili ai mondiali di atletica di Berlino, e che pare sia stato dichiarato/a ufficialmente ermafrodito, pone problemi di non poco conto, a parte l'assegnazione della medaglia d'oro e la probabile incazzatura della seconda arrivata.

Escluderla/o dalle competizioni sarebbe un'odiosa discriminazione; farlo gareggiare con gli uomini, viste le prestazioni, significherebbe fargli abbandonare l'atletica; lasciarlo a gareggiare con le donne pare francamente poco opportuno; istituire campionati per ermafroditi piuttosto difficile.
Intanto, a noi sono venuti in mente questi versi del Belli, e solo per questi abbiamo pubblicato questo post.

Li manfroditi sò (ggià cche tte preme
De stillatte er ciarvello in st’antra bbega),
Sò ppe ffattucchieria de quarche strega
Ommini e ddonne appiccicati inzieme.

Loro sò mmaschi e ffemmine medeme,
E ssi jje viè er crapiccio d’annà in frega
Cazzo e ffreggna je sta ccas’e bbottega
Pe ddà ar bisoggno e ppe rrisceve er zeme.

Quer poté appiccicasse e ffà ll’amore
Co cchïunque te capita davanti,
Nun te pare un ber dono der Ziggnore?

All’incontrario poi tanti e ppoi tanti,
Gente lescit’e oneste e dde bbon core,
Nun troveno a scopà mmanco li santi
*.

Respingiamo l'assurda e odiosa illazione secondo la quale il Belli avrebbe avuto in mente un sig. Train ante litteram, con questi tanti che "non troveno a scopà manco li santi".




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19 settembre 2009

Micaèfessosolotopogonzo

Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere:

"Se dopo tutto fosse tragicamente vero, che davvero voi infelici madri di Hina e di Sanaa scegliete di stare con gli assassini, non dovete dirlo non solo perché è quello che vogliono sentire coloro che soffiano sul fuoco dello scontro di civiltà, ma anche perché risulta incomprensibile e insopportabile a noi tutti e perché rischia di seminare il dubbio che le distanze culturali siano troppo, troppo grandi” 

Poiché è improbabile che le due madri chiamate in causa leggano la pagina "Idee e Opinioni" del Corriere, non resta che dare la seguente interpretazione: voi, lettori evoluti, guardatevi dal dubbio colpevole. "Storici e sociologi (così prosegue la signora di buona famiglia)
ci hanno sempre assicurato che saranno le donne islamiche a gettare il ponte sul fossato..." 
L'importante è "continuare a credere". E si sa che la fede aiuta a passar sopra a qualche sgozzamento




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19 settembre 2009

Touchés.

Eh sì, Dottore. Gliene dobbiamo dare atto. Ci ha fottuto. Parliamo del Suo post in morte del Suo ex idolo, Irving Kristol, della cui più celebre frase ("un neocon è un liberal assalito dalla realtà") Lei fece il Suo cavallo di battaglia, ammorbandone non solo la posta dei lettori del Foglio, ma anche, ossessivamente, l’intero web . Oggi Lei, così commemorandolo: È morto Irving Kristol, il padre dei neocon. Questo blog ha sempre avuto parole molto dure sui suoi figli, solo apparentemente ha voluto mostrare una faccia pari al posteriore, solo apparentemente ha voluto dare dimostrazione del disprezzo in cui tiene i suoi devoti lettori. In realtà, Lei ha inteso metterci in grave difficoltà. E con successo. Come potremmo, infatti, scegliere fra le decine e forse centinaia di prove contrarie? Impossibile. Ci limiteremo, quindi, a questa e poi questa, di virile stampo calderoliano.

Lei ci ha fottuto, Dottore, con una mossa che ricorda, per ardimentosa spregiudicatezza, quella del Cavalier Mussolini il 3 gennaio 1925.




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18 settembre 2009

Equivoci.

Leggendo il titolo "A GIUDIZIO FAZIO E CONSORTE" il cor ci balzava in petto. Poi abbiamo capito che non della consorte di Fazio si trattava, ma dell’amico di Fassino.




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17 settembre 2009

Siamo obiettivi

Supponiamo che all'edicola, la settimana prossima, vi resti solo un euro, e dobbiate/vogliate scegliere fra Conchita e Marco (Travaglio). Alzi la mano chi sceglie Conchita. Dunque...non c'è nessun...ah, sì! quello con la mano grassa e pelosa! ah, è lei, sig. Train.
Come volevasi dimostrare.




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17 settembre 2009

Troppi

L'imam di Pordenone, Mohamed Ovatiq, che stamattina ha accompagnato la madre di Sanaa per il riconoscimento ufficiale della salma della figlia, ha dichiarato: «La madre condanna il gesto, orrendo, compiuto dal marito ma lo perdona perché l'uomo si è sempre comportato bene, ha provveduto alla famiglia, e ci sono le due sorelline da crescere». «La madre è sconvolta - ha detto Ovatiq - si sente delusa e tradita dal gesto del marito, che è giunto inaspettato»(CDS).

Evidentemente, qualunque prete si tiene sempre a rispettosa distanza dalla verità. L’intervista alla madre di Sanaa, vista in TV, ha dato tutt’altra impressione. Primo, la madre non pare affatto sconvolta. Secondo, non condanna nessun gesto, né tanto meno lo definisce “orrendo”, mentre "delusione" e "tradimento", riferiti a un maschio, non paiono neppure concetti a lei accessibili. Terzo, dà la colpa alla figlia che si è comportata male.

Saremo equanimi: ogni prete teme la verità come Superman la kriptonite, oltre a collezionare altri difettucci non banali. Anche a non voler notare che il preti musulmani sono peggio dei nostri, facciamone una pura questione numerica: ne abbiamo già a sufficienza, e non si capisce perché importarne ancora.




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16 settembre 2009

Bleah.

Saremo concisi. Nulla ci spiacerebbe di più che mischiarci con gli esibizionisti, e subito il lettore capirà perché. Stiamo ai fatti.
  1. Antonio Socci è angosciato perché ha una figlia in coma all’ospedale.
  2. Malvone coglie l’occasione per sbeffeggiarlo.
  3. Malvone, spesso, è un disturbo alla digestione.

 




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15 settembre 2009

Pietà, sig. Train

 

“Che Anno Zero sia sul mirino non mi stupisce”
Il sig. Train

(Il sig. Train sta producendo un numero di strafalcioni così elevato che non riusciamo a tenergli dietro. Ci scusiamo con i lettori per le dolorose ma inevitabili omissioni)




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14 settembre 2009

Una richiesta al nostro consulente di storia patria.

Nei giorni scorsi, Silvio Berlusconi ha consigliato un libro. La cosa è inusuale, perché crediamo che anche i suoi fans concordino sul fatto che il premier non è uomo di vaste letture. L’episodio è citato da Pigi Battista sul Corriere di oggi. Battista fa notare come il libro della Pellicciari (“Risorgimento da riscrivere”, da una casa editrice che ci risulta dell’Opus Dei) dia una rilettura del risorgimento non solo in chiave cattolica, ma in una chiave che avrebbe ricevuto l’imprimatur di Pio IX. Non abbiamo letto il libro, ma dobbiamo supporre che le tesi non si discostino molto da quelle contenute in questo interessante articolo della stessa autrice, che già conoscevamo.

Perché Berlusconi consiglia la lettura del libro della Pellicciari ai giovani del PDL? Una prima ragione, diciamo contingente, è che gli è stato consigliato di consigliarlo (probabilmente da Dell’Utri). La seconda, più strategica, è che Berlusconi intende lanciare un messaggio al Vaticano: sono con voi e la penso come voi, ma dovete smetterla di punzecchiarmi. E crediamo che il Vaticano abbia capito benissimo.

Ciò detto, se, come è verosimile, il libro, con altri della stessa autrice, sviluppa in modo documentato il tema del rapporto fra Regno d’Italia e Chiesa Cattolica, senza dubbio lo leggeremo, anticipando che le persecuzioni in esso descritte ci troveranno, probabilmente, solidali con gli aguzzini. Una cosa, infatti, è vera: il rapporto conflittuale fra Stato Italiano e Chiesa, fra il 1861 e il 1929, è stato coperto da un certo imbarazzo nel secondo dopoguerra, con i democristi impegnati a parlar bene sia del Risorgimento che della Chiesa. Non parliamo dei massoni, che, potendolo, sarebbero stati fatti sparire dalla storia patria nel periodo che va dal 1815 al 1981. Su questo chiediamo l’aiuto del sig. Train, che già sta scaldando i muscoletti. Invece di arrivare qui, come sta apprestandosi a fare, a dirci che sono cose risapute etc.etc., dia, per una volta nella vita, un valore aggiunto. Si munisca di pallottoliere, e ci dica quante volte, nei testi di storia da lui adottati, si nomina la massoneria nel citato periodo. Si dia da fare, sig. Train.




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14 settembre 2009

FINI INSISTE

sui diritti dei migranti.

Continuando così, leghisti da una parte, berlusconidi dall'altra, finiani nel mezzo, papisti dappertutto, i pidieinni non conquisteranno i voti dei barbari adoratori delle acque del Po (quasi 4 milioni, mi pare, comunque il 10% di tutti gli italiani votanti) né il voto dei filoscopatori, né quello dei papisti omofobi tipo buttiglione, e adesso neanche più quello degli immigrati, quando lo avranno, che glielo frega tutto Fini.
Signori del PD, sinistri ar caviare, Gianni Vattimi, lottatori per il diritto al burkini (ah, voi: vi spaccherebbero quel posto in cui il sig. Train tiene per prudenza il sax tenore di mr. Odean Pope, le immigrate dal Marocco e dalla Tunisia. Che non si dica che non vi è stato detto, sig.ra Magda), condivisori di tetti precari (magari anche di letti, ma qui non ha importanza): datevi da fare, o vi dovrete voltare da soli. Non più di 5-6 milioni di voti, vale a dire tutti quelli che, per ragioni di superiorità antropologica, hanno depositato i loro interessi da voi.

p.s.
Sig. Bersani, non può fare qualcosa di più decisivo, per quella faccenda dei bassoliniani? E Lei, dott. Polito, si decida una buona volta, e la smetta di zigzagare!




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12 settembre 2009

Troppo difficile

Fini:  «Lo dico a Bossi: negare che accanto alla politica dei doveri verso gli immigrati c'è la politica dei diritti non credo sia un suicidio politico, farlo è il suicidio della ragione, non solo della pietà cristiana».
Evidentemeente, le doppie negazioni non mettono in confusione solo il sig. Train.




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11 settembre 2009

Una, dieci, cento gru.

Nella vicenda INNSE, dove si è realizzato il felice incontro fra operai innovativi e imprenditori buoni, qualcosa non tornava. Nessuno, infatti, nell’euforia del momento, si era preso la briga di rispondere alla vecchia domanda: chi paga? E, quando nessuno risponde a questa domanda, si può star sicuri che la risposta è: paghiamo noi.

Adesso la risposta viene fuori, in un piccolo trafiletto del dorso milanese del Corriere: i vecchi proprietari, nell’accordo siglato in Prefettura, condizionavano la vendita (a prezzi di favore) al cambiamento di destinazione urbanistica dei terreni che sarebbero rimasti di loro proprietà. Ci doveva essere una delibera comunale in deroga al Piano Regolatore. Ossia, mano libera alla speculazione edilizia in cambio di qualche salario per un po’ di tempo.

Sulla speculazione edilizia che ha violentato il nostro paese si sono sempre abbattute virtuose condanne bipartisan (o multipartisan) ma si sono anche sempre realizzate intese tacite altrettanto plebiscitarie. E’ il discorso fatto da Rod Steiger al giornalista nel film Le mani sulla città: "creo occupazione, do alloggi moderni alla gente". Il fatto è che nessuno capisce veramente che il marasma edilizio è un danno per la collettività. Molto probabilmente, coloro che erano a conoscenza del patto scellerato non lo consideravano scellerato per niente (però sono stati zitti, e questo vorrà pur dire qualcosa)




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9 settembre 2009

In confidenza, Dottore

... ma quando Lei vede un articolo di Giulio Meotti, già autodefinitosi la Sua Claretta, citato a piene mani in un editoriale del Corriere, che sentimenti prova?




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9 settembre 2009

Fenomenologia del Dottor Malvone

Non ci sottrarremo al quasi-obbligo di commentare la morte di Mike Bongiorno. Lo faremo giustapponendo due scritti, apparsi in siti diversi, ma che sembrano uno la risposta all’altro (*). Il primo è del Dottor Malvone, impegnato a recuperare il terreno perduto nei suoi primi cinquant’anni, durante i quali di certi fenomeni non s’era proprio accorto. Il secondo è di GMR (Giovanni Maria Ruggero) che invece non deve recuperare proprio niente.

Ciò che Umberto Eco scrisse di Mike Bongiorno nel 1961 è andato diventando sempre più vero nei decenni successivi. Era la mediocrità contenta di se stessa, “esempio vivente e trionfante del valore della mediocrità”, nel quale “lo spettatore vede[va] glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti”.
Esempio pressoché inarrivabile, come Alberto Sordi lo fu per la pusillanimità e la tragicomica viltà dei suoi personaggi, perciò meritatamente premiato con una simpatia sempre più larga, e negli ultimi tempi pressoché unanime. Meritava di diventare senatore a vita, aveva davvero “illustrato la Patria per altissimi meriti” (Costituzione, art. 59), incarnando fin dall’inizio della sua carriera ciò cui l’Italia avrebbe dato, con sempre più convinzione, valore di merito.
Mi era insopportabile, continuerà a esserlo anche da morto.
(Il Dottor Malvone)

Qualcuno ha definito Mike Bongiorno la mediocrità contenta di se stessa. Curioso: in quel momento ho ipotizzato che quel qualcuno potesse essere la mediocrità non contenta di se stessa. Che è poi condizione comune. Di qui la manifesta superiorità morale di Bongiorno su quel qualcuno, e su tutti noi.
(GMR)

(*) Ma non lo sono: si confrontino gli orari qui e qui




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8 settembre 2009

CHIEDO AIUTO AI COLLEGHI ANGLOFONI

si tratta di dimostrare qualcosa a partire dal testo latino (in realtà intraducibile) di un'ode di Orazio, la 5 del libro I:

 

Quis multa gracilis te puer in rosa
perfusus liquidis urget odoribus,
grato, Pyrrha, sub antro?
Cui flavam religas comam, //  
simplex munditiis? Heu quotiens fidem
mutatosque deos flebit et aspera
nigris aequora ventis
emirabitur insolens, //
qui nunc te fruitur credulus aurea,
qui semper vacuam, semper amabilem
sperat, nescius aurae
fallacis. Miseri quibus //
intemptata nites. Me tabula sacer
votiva paries indicat uvida
suspendisse potenti
vestimenta maris deo.
 
La traduzione italiana, il più possibile scolastica senza essere pedestre, è la seguente:
 
Chi è quell'esile ragazzo che tra le molte rose
cosparso di liquidi profumi ti stringe,
o Pirra, nel grotto del piacere? 
per chi riannodi (o sciogli!) la bionda chioma//
semplice nelle tue raffinatezze? Ahi quante volte le tue promesse
e gli dei capricciosi piangerà, e le acque
tempestose di neri venti
guardewrà attonito,//
lui che ora gode del tuo splendore,
che sempre libera, sempre desiderosa
ti spera, ignaro della brezza
che inganna. Infelici, coloro //
ai quali, mai provata, risplendi. Per me, il quadro votivo
sulla parete consacrata attesta
che le ho donate al potente dio del mare,
le vesti umide del mio naufragio.
 
Segue una mia traduzione inglese, lingua che non ho mai studiato e perciò, com’è ovvio, orecchio soltanto quando parlasi, ad esempio, di sax tenori in Train’s ass hole, e che ho compitato oggi, per i motivi che chiarirò:

What slender boy assails you among flowers, / perfumed of liquids fragances, / occult, you both, in a delightful aloof grotto? / For whom you interlace your blond hair, 

precious by simplicities? How many times your promises / and changed gods he will cry / and coiled for black winds the calm waves / he will amaze frightened, 

he who now enjoys you believing golden, / who always prepared, always prone imagines you, / ignoring the deceptive breezes. / Unhappy those for whom  

you ignored shine! For me, with votive board, // the sacred wall shows / that previously hung to the powerful sea divinity / my wet clothes.

Infine, a mo’ di esempio, questa recentissima traduzione (Horace, The Odes, Book I, Translated by A. S. Kline © 2003)

 

What slender boy, Pyrrha, drowned in liquid perfume, / urges you on, there, among showers of roses, / deep down in some pleasant cave? / For whom did you tie up your hair, //

with simple elegance? How often he’ll cry at / the changes of faith and of gods, ah, he’ll wonder, / surprised by roughening water, / surprised by the darkening storms, // 

who enjoys you now and believes you’re golden, / who thinks you’ll always be single and lovely, /ignoring the treacherous / breeze. Wretched are those you dazzle //

while still untried. As for me the votive tablet / that hangs on the temple wall reveals, suspended, /my dripping clothes, for the god, / who holds power over the sea.

Chiedo aiuto ai colleghi e, perché no, ai lettori e ai viandanti: si tratta di segnalare eventuali errori grossolani nella mia traduzione. C'è di mezzo una polemica con un collega di inglese, che insegna -a mio avviso male (malissimo: insegnasse almeno a leggere un giornale) - la lingua della perfida Albione, ma si sente, in quanto conoscitore dell'inglese, depositario di vero sapere, intendendo con questo esaustivo. Tuttavia, se gli propongo, tirato per i capelli, una cosa del genere afferma che anche in un liceo classico no, è troppo, c'è già letteratura inglese, che è così difficile. La mia posizione è chiara: una formazione lingustica da liceo classico consente di lavorare su testi latini comparandoli, oltre che con la traduzione italiana, con quella in altre lingue, siano esse il francese, lo spagnolo, il portoghese, per limitarmi a ciò su cui posso mettere lingua. Ma siccome ci si trincera dietro il sapere in sé e per sé, cioè l'inglese, ho accettato questa sfida: dicendo, a chi obietta che no, che questo esercizio è non difficile, ma inaccessibile, e in ultima analisi inutile, guarda, basto io a tradurre. Ne deduco però che il liceo classico è già morto, se la proposta viene respinta dal "dottore" della lingua principe, oggi, nel campo della filologia classica. Al massimo, si può farlo sopravvivere, il classico, per qualche anno ancora almeno per gli studenti più bravi: purché non abbiano tra i piedi troppi sigg. Trains.




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8 settembre 2009

Perfidia

Questo articolo di Europa non può che essere dettato da perfidia. Si parla delle spese per la campagna dei candidati alla segreteria PD:

Che [Bersani, ndr] stia spendendo un po’ troppo? Tra i sostenitori di Franceschini qualcuno inizia a pensarlo, mentre Marino solleverà il tema già oggi. A quanto spiega il portavoce della sua mozione, Sandro Gozi, il senatore- chirurgo chiederà nel corso della segreteria del partito allargata ai rappresentanti delle tre mozioni di anticipare la presentazione della nota spese, per verificare quanti quattrini sono stati utilizzati finora dai candidati per le rispettive campagne.

Marino è sconcertato: lui non riesce a concepire che ci possa essere gente che le note spese le sgonfia.




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malvinone
La più potente calamita per fessi
The soppy raccoon
Il sig. Nardi (ultimo domicilio conosciuto)
Era lì da molto tempo, ma non ce lo diceva
Alce (sig. Train, basta spiare)
Qui trovate la raccolta completa di Aesopus
Sopravvissuto ai gesuiti (un po' bruciacchiato)
Marcoz
Erasmo
Vede(va) da vicino il basso schiena di Malvino


NOTA: A CAUSA DI UN NUOVO  "MIGLIORAMENTO" DELLA PIATTAFORMA DEL CANNOCCHIALE, QUESTA SEZIONE E' ENTRATA IN CONFUSIONE. LA SISTEMEREMO APPENA POSSIBILE. GARANTIAMO AI LETTORI E AI FESSI CHE LE CITAZIONI SONO STATE SALVATE

 CASTIGAT RIDENDO MURES


QUESTO BLOG TRATTA DI FESSI. “FESSO” E’:
A. UNO CHE PARLA E SCRIVE UN PO’ PIU’ SU DEL SUO CULO;
B. UNO CHE SPUTA SENTENZE VERSO L’ALTO, IGNORANDO GLI EFFETTI DELLA FORZA DI GRAVITA';
C. UNO CHE SE GLI DAI UNA CORDA ABBASTANZA LUNGA CI S'IMPICCA DA SOLO.
IL NOSTRO FESSO PREFERITO E' TOPOGONZO, CHE DA' (SUO MALGRADO) IL NOME AL BLOG
(1). UN ALTRO FESSO, INCAPACE PERSINO DI DARE IL NOME, E’ IL SIG. TRAIN. MA IL BLOG E' DEDICATO ANCHE A TUTTI GLI ALTRI.
IL BLOG NASCE DA UN ATTO DI RIBELLIONE.
I REDATTORI INTERVENIVANO IN ALCUNI BLOG, CON COMMENTI SALACI MA NON VOLGARI. GLI SVENTURATI FESSI, INCAPACI DI RISPONDERE, MA FORTI DELLA POSIZIONE DI TENUTARIO DEL BLOG, RASCHIAVANO VIA I COMMENTI SGRADITI. ALLORA IL PIU’ INTRAPRENDENTE DI NOI LO HA APERTO LUI, UN BLOG. FESSI, PROVATE A RASCHIARE VIA, ADESSO.
IL BLOG VUOLE EDUCARE E DIVERTIRE: EDUCARE I FESSI, DIVERTIRE GLI ALTRI.
SPERIAMO DI DIVERTIRE, DUBITIAMO DI EDUCARE.
LA NOSTRA MATERIA PRIMA E’ DI PRIMISSIMA SCELTA: DISPONIAMO DI UN ARCHIVIO STERMINATO DI CITAZIONI AUTENTICHE, CHE TESTUALMENTE UTILIZZEREMO.
IN GENERE LE CITAZIONI SI COMMENTANO DA SOLE, MA ESORTIAMO I LETTORI(2), FESSI E NO, ALLA CHIOSA ANCHE CRITICA. NOI NON RASCHIAMO.

(1) Il blog si chiama "Topgonzo", il nostro fesso preferito è invece TOPOGONZO, il quale, chissà perché, insiste a firmarsi TopGanz.
(2) La qualifica di "lettore" la rilascia esclusivamente la redzione; ma poiché essa implica l'appartenenza al genere umano, ne sono esclusi i topigonzi mendaci, per i quali vige il libero raschiamento.

L'ANGOLO DI CAZZTRAIN

 

 

Si rafforza il ruolo del sig.Train come suggeritore, anzi, mentore della Signorina Logorrea. Il sig.Train pare aver ritrovato un luogo dove esaltare le sue capacità di mettipalla, ossia di colui che colloca il pallone sul dischetto del rigore, per consentire ad altri di fare gol. Il sig.Train esplica questa sua essenziale missione ramazzando in giro notizie più o meno note, e deponendole graziosamente nel blog altrui. Per esempio: “Notizia importante: governo battuto 4 volte alla Camera dei deputati, ormai il governo Berlusconi è un morto che cammina.” Come si vede, il sig.Train non è solo la piccola vedetta della Signorina, ma anche il suo mentore, perché, con piglio sicuro, indirizza il commento della pupilla.  Gli consigliamo solo un maggiore uso di emoticon: poi sarà perfetto.

 

All morons hate it when you call them a moron. - J.D. Salinger

 

E' impossibile sottovalutare il sig. Train, perché mentre voi lo giudicate in base alla penultima cazzata, lui ne ha già detta un'altra più grossa.  -  Zenone Eleatico.

 

Non si può pretendere che il maiale si diverta alla sagra della porchetta. - Un redattore di Topgonzo

Premio D eci e lode
"...tra le decine di migliaia di blog in circolazione molti sono quelli interessanti, molti sono quelli intelligenti, molti sono quelli che stimolano la mente... e dunque... che fare? Faccio che ne cito uno solo, particolare, speciale, diverso, certa che nessuno degli amicititolari di blog con tutte le caratteristiche dette sopra avrà ad offendersene" (Barbara)


Questo niblog applica il Metodo Montessori, nella variante con frustino.

 
      Award granted by Mr. Raccoon.
     (But our fools should get the credit)


 CITAZIONI
(Ci siamo accorti che ormai le citazioni dei nostri fessi sono autentico oggetto di culto nella blogosfera. Sempre più spesso si trovano utilizzate in post e commenti. Dovremmo virtuosamente invitare a citare la fonte -  non noi, ovviamente, ma gli autori - ma noi non siamo virtuosi. Usatele in libertà, e procurerete un po' di divertimento.
Ricordate che sono tutte rigorosamente autentiche e testuali, salvo espressa indicazione contraria)

"probabilmente non sai neanche cosa avrai detto mai per essere contraddetto. Se tu avessi davvero voluto intendere qualcosa di diverso da quel che hai scritto nel post, avresti scritto qualcosa di diverso da quel che intende chiunque legga." - Topo Gonzo chiosatore

"Fiumi di inchiostro sono stati gettati riguardo questa unica resgistrazione" - Jazztrain

 "Ciao Fratello, dovevi sentire il profumo che emanavano questi dolci. Pensa alla delicata ricotta, ai raffinati candidi fatti in casa, alla glassa sopraffina etc. etc. ai cappucci fatti in casa! Approfitto dello spazio per augurarti un fraterno augurio". - Jazztrain


"Il folle assassino senza volerlo mise fine una volta per tutte a una stagione irripetibile aprendo un vuoto che non è mai stato più colmato." - Jazztrain


"Guardi, non mi interessa affatto replicare, non la considero una persona particolarmente interessante e particolarmente intelligente da considerarlo come interlocutore, per me lei è solo un noioso rompiscatole pieno di boria e saccenza." Jazztrain, 31.3.2009

"Ho letto en passant alcuni commenti da parte di qualcuno che ha spudoratamente torto marcio, e ovviamente non meritano alcuna risposta per la loro estrema pochezza". - Jazztrain

"Scomparso esattamente 10 anni fa, vorrei omaggiarlo pubblicando alcuni video che lo vedono come indiscusso e controverso protagonista." - Jazztrain

"Per Don Peppino: personalmente sono lusingato che voi dedichiate il vostro prezioso tempo a disposizione nei miei confronti. Vorrei farvi notare che qui spreca malamente il suo talento dando retta a dei oziosi perditempo."
- Jazztrain

"Mi spiace, non so scrivere qualcosa di più chiaro di quel che ho già scritto e che quindi posso solo ripetere qui di seguito". - Topo Gonzo

"noi occidentali abbiamo a presunzione di reputarci migliori rispetto alle altre società, per questo motivo ci illudiamo illuministicamente di imporre dall’alto le nostre usanze. Gli effetti in realtà vandeane sono deleteri e controproducenti." - Jazztrain

Passavo di qua per caso: scopro che avete la faccia tosta di parlare" - Jazztrain

"La nostra disciplina non è affatto ben conosciuta perché i giornalisti s’ interessino realmente affinché la dama internazionale possa avere la copertura mediatica che merita." - Jazztrain  (che ci fa così comprendere come mai i giornalisti girino alla larga)

"Solo gli sciocchi ridono di queste cose" - Jazztrain (commentando un brano in cui si rideva di lui

"Di storici ne conosco parecchi, proprio oggi sono stato in compagnia di uno dei maggiori del Nord Sardegna, una persona squisita ed umilissima nonché coltissima". - Jazztrain

"Nemmeno Alfred Hitchcock avrebbe potuto immaginare una cosa simile: un titolo deciso all’ultimo turno quando sembrava che i giochi erano ormai fatti." - Jazztrain

"sarebbe un sito pedagogico di scacchi organizzato da istruttori della FSI il cui scopo sarebbe quello di trovare metodologie per incuriosire e coinvolgere i ragazzini che vorrebbero imparare a giocare a scacchi." - Jazztrain (palpabilmente dubitoso)

"Bisogna Cacciar fuori il rospo che ci rode" (Topogonzo)

"Ogni tanto non farebbe male ricordare una tantum a costoro di essere dei poveracci, sembra che se la prendano moltissimo".  - Jazztrain con Malvone (e perché dovremmo prendercela? saranno pure fatti vostri se siete dei poveracci)

"In futuro consiglierei a chi copia i link senza capirli di informarsi meglio e di evitare di scrivere fesserie, altrimenti si commettono brutte figure." - Jazztrain 

"L’istituto dell’immunità, infatti, è un derivato della prerogativa di sacralità ed inviolabilità del Re" - Il Dottor Malvone

"Trattasi di parvenu cui non è stato concesso di accedere a certi anelati contesti e che di ciò hanno conservato, nel freezer della loro anima nera, un profondo rancore e il miserabile, bilioso giuramento di farne cruda vendetta. Sono imbecilli facili alla frustrazione e intessuti di male, la quintessenza della banalità del male."  - Topo Gonzo (si riferisce alla piccola borghesia berlusconiana)

"Devo dire, controparafrasando Boileau, che "ogni volta che leggo questa arringa mi compiaccio delle mie scritture" ma soprattutto dell'essere nato uomo e non verme, grazie a Dio". - Topogonzo

"Garantisco che il dubbio è da sempre la mia più fedele compagnia, almeno da quando ho l’uso della ragione. Motivo per cui quello di avere torto o di non aver capito le ragioni degli altri mi accompagna ogni volta che discuto con qualcuno. Immancabilmente, puntualmente." - Topogonzo

"Simpatica la battuta :-D" - Jazztrain

“Mia figlia – annuncia Antonio Socci – si trova in coma all’ospedale di Firenze per un inspiegabile arresto cardiaco”. Dispiace tanto, ma non dovrebbe essere un problema. Due suore, un sondino nasogastrico e sia fatta la volontà di Dio. - Il Dottor Malvone

"non può pretendere di imporre agli altri una conoscenza che non mi compete ." - Jazztrain
    
"Voi siete intolleranti, ottusi, presuntuosi, antipatici, odiosi, bugiardi, malevoli, disonesti, ricattatori.
Siete la melma putrida della blogosfera. " - Jazztrain
(chissà di chi parla) 

"Mi riferivo a quel tizio di 67 anni che fa morire di inedia i piccioni. Sarà un misantropo." - Jazztrain

"Se la mia squadra del cuore avesse comprato i campionati di calcio o avesse barato chiederei giustizia, non la difenderei per gli illeciti che avrebbe commesso." - Jazztrain (ormai Mourinho sa l'italiano molto meglio di lui)

"Risposta alquanto debole oserei dire, che rafforza in me una concezione secondo la quale i liberisti all’italiana hanno una concezione fideistica e religiosa del Mercato. Come se questo, dotato di poteri divini, stabilirebbe quali siano le materie utili e quali siano le materie inutili." Jazztrain 

"Vaal adotta senza volerlo il principio di ragion sufficiente. Attraverso questo principio cui è necessaria e sufficiente quella materia che rispetta i criteri di Mercato, mentre non è necessaria e sufficiente ciò che non è."- Jazztrain (no, nessun taglio, aggiunta o alterazione maliziosa. Così ha scritto, fra due a capo)

"Che ruolo avrebbe all’interno di una società di mercato lo studio del greco e latino?La storia o la geografia, o meglio ancora l’astratta e astrusa metafisica?Questo è il nocciolo del problema ed è per questo che non è possibile adottare un metodo che ricorda quella dei medici napoleonici che, durante le famose battaglie del Generale corso, erano solito amputare le carni martoriate dei feriti." - Jazztrain 

"...la redazione del blog topgonzo, una sorta di dagospia scadente dedicata alla blogosfera" - Poverobucharin

 "Mi ha fatto assai piacere scoprirmi in perfetto accordo con Severino, Cacciari, Vattimo e Sofri" - Il Dottor Malvone (e pensi il piacere dei quattro fortunati, Dottore)

 "Si vede che non sapete come perdere tempo inutilmente" - Jazztrain

"Sentì uno spazientirsi salirgli dentro. Buttò tutto all’aria e andò a cadersene sul divano, dove il sonno lo raggiunse, tramortendolo. Si svegliò alle prime luci dell’alba, con una idea." - Malvone romanziere (1987)

"Non si può pretendere che gli esseri umani siano coerenti con ciò che hanno affermato venti, dieci o cinque anni fa, l’anno scorso o ieri" - Il Dottor Malvone

"Lo sono, ossessionato da SB, esattamente come i Rosselli lo erano di un altro famoso puttaniere cialtrone che la nostra follia mandò al potere" - Topogonzo immodesto

"We witnessed something only marginally mammalian in there, sir" - J.F.Wallace a Odean Pope, dopo avere visionato il sig. Train

"Non dovreste far fatica a riconoscerlo: è quello esperto in niente-di-particolare e a cui viene più facile la posa di uomo-di-mondo."  - Il Dottor Malvone (sempre narcisista) 

"Sempre meglio subire una - rimediabile - lacertazione dei coglioni che sorbirsi indenni tanta diarroica deiezione causa innata indisponibilità dei medesimi".  - Topo Gonzo 

"Poveretto, come se la prende e come mi sto divertendo!" - Jazztarin (con le lagrime agli occhi) 

"L'anonimo interlocutore, IP 79.xx.131.xxx non è gradito. Qui la netiquette si rispetta."  - Jazztrain

"La nausea mi costringe alla scrittura privata, mi scuso col lettore affezionato." - Il Dottor Malvone (segue, al solito, una valanga di post)

"Contro di me odio e invidia"  - Berlusconi e Jazztrain

"Meriterebbe che qualcuno, per insegnarle l'educazione come si deve, le dia una bella suonata di santa ragione" (Jazztrain)

"Grazie a cari amici che ho nelle forze dell'ordine, mi informerò chi siete, cosa fate, dove vivete e così via." - Jazztrain

"sono appena tornato da uno spuntino, in queste sere sono parecchio desiderato e mangio e bevo alla faccia vostra" - Jazztrain

"Non se la prenda per qualche mala parola detta fuor dal sen fuggita" (Jazztrain, rivolto al sig. Fuffolo)

"Adinolfi, che sa tutto di loro, compreso tutti i loro veri nomi e cognomi dalla Supervisora in poi, li considera dei poveracci senza arte né parte." - Jazztrain (come spia, un po' meno bello di Mata Hari, ma in compenso molto più fesso)

"chi fa del moralismo sull'eventuale trasformismo di Malvino dovrebbe giustificare a sua volta la giravolta a 360 gradi da anti a pro Adinolfi " - Jazztrain. Poi, piccato per i conseguenti lazzi di un lettore:   "Se non le piace il 360 gradi si metta pure a 90 gradi, posizione pericolosa, ma farebbe la gioia di certi suoi amici omofili."

"Costui non ha alcun rispetto per le donne, le vede solo come oggetto sessuale." - Jazztrain 

"E' un seguace degli scacchi all'italiana... vorrebbe che si promuova..."  (promoter Train)

"Un altro al posto mio non so cosa avrebbe fatto, forse si sarebbe suicidato oppure li avrebbe sterminati come un serial killer". Jazztrain (versione Full Metal Jacket)

"chi non gioca a poker, scacchi, bridge, dama internazionale e gratta e vinci non capisce lo spirito e si rosica il fegato come un roditore." - Jazztrain (ignoravamo che i roditori si rosicassero il fegato, ma c'è sempre qualcosa da imparare)

"fatemelo dire da grande idealista, che schifo"  - Il Dottor Malvone

"Gli italiani - irrimediabilmente cialtroni e fascisti per una metà buona (gli altri hanno altri generi di difetti forse non meno gravi)" -  Topogonzo severo.

"Purtroppo nel nostro paese sono poche le voci che cantano fuori dal coro, chi per opportunismo o chi per viltà si preferisce salire sempre dalla parte del potente di turno. Se ce ne fossero di più sarebbe un bene per la nostra democrazia." - Jazztrain

"To fall in love vuol dire innamorare o cadere in amore. Deriva da to fall che significa cadere, mentre love vuol dire amore."
Jazztrain


"C'ho na famiglia e quindi c'ho da fare."
Giamba

"La mia vita e la mia famiglia sono la mia ragione di vita."
Giamba

"MI NONNO, FASCISTA DELA PRIMA ORA, DI QUELLI REPUBBLICANI ED ANTILERICALI A LI PRETIO JE MENAVA COR MANGANELLO"  - Giamba (che vuol fare bella figura col Dottor Malvone)

"Sai come se chiama chi rispetta le regole quando le regole non sono uguali per tutti figliuolo?Se chiama COGLIONE".
Giamba

"L'unica vera opposizione è quella di Di Pietro, bisogna prendere atto. Finisce ingloriosamente il PD."  
Jazztrain (dal film: "Funerale all'Asinara")

inizio a comprendere perchè in rete ti chiamano "il sommo".
 
Un estimatore del Dottor Malvone


"C'est moi, naturalment, MIRAGE !"

"Ascolti quanta pregnanza ed esaustività in questo detto abruzzese: L'OMM A DA PUZZA E LA FEMMENA HA DA PUZZA DELL'OMM SUE !!  L'uomo deve puzzare e la femmina deve puzzare del suo uomo. La maestosità del maschio, che impregna il territorio col suo odore. E la femmina che lo segue,totalmente posseduta, al punto di essere totalmente impregnata del suo odore" (Giamba)

e sti cazzi lo dico pure a Ichino." 
Jazztrain (per legittima difesa)

Jazztrain (a Malvone, riferendosi a uno di noi): “Secondo me questo tizio ha dei seri problemi.”
Il Dottor Malvone: “Anche lei non scherza, gentile Jazztrain.  

rivolto al sig. Nardi, "Indovini a quale categoria delle tre lei appartiene, credo che saprà darsi una risposta da solo, se ne è capace" 
Jazztrain (sul blog del topo, indispettito perché capita dal sig. Nardi proprio mentre fa le pulizie).

"non mi piace umiliare gli altri, nemmeno i poveri falliti come teddy"
Jazztrain

"Senza il branco vai in affanno e regolarmente ne vieni travolto"
Jazztrain 
(rivolto a un redattore che, a detta del sig. Train, è regolarmente travolto dal branco... o dall'affanno?)  

"Erasmo, una signora m'ha parlato di te ed è stato assai divertente. Ad un certo punto, mi sono sentito imbarazzato io per te e l'ho pregata di smettere, saprai come sono crudeli, le donne."
 Quel gentiluomo del Dottor Malvone

"Cara.... redazione, somigliante al Dio bifronte, deve ancora dimostrarmi d'esser indefessa, lei chiedo quindi: lei è fessa o indefessa?"  Amerigo Rutigliano

"Ci sono poi i cosidetti onesti e galantuomini che scopri podofili, etc, etc, etc.
Amerigo Rutigliano

"Quanto a Giacomo Leopardi.Non è di mio gusto, lo trovo noioso come tutto quello che afferma, compreso il pensiero birbantesco." 
Amerigo Rutigliano

"Non so se ho un anima, sò però quello che occorre al paese a prescindere." 
Amerigo Rutigliano

"Il Presidente Prodi è un mio carissimo amico che sono andato a trovare  anche al Parlamento Europeo. oggi è stato messo da parte ma non dal sottoscritto, molte sono le lettere che ci siamo spediti, uno scambio
epistolare profiquo."
Amerigo Rutigliano

"Se il pianeta internet si unirebbe per ragioni condivise, sarebbe il terzo partito italiano."
Amerigo Rutigliano

"Io sono una persona di cultura, che conosce le cose del mondo e ne trae le conseguenze. Parlare di Leopardi, Petrarca, Alighieri, Tasso, etc è cosa normale almeno per me, come parlare in Italiano o inglese".
Amerigo Rutigliano

"Lei si permette di dare giudizi morali sugli altri, di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni"
Jazztrain

"Malvino è Malvino e tutti voi messi insieme non siete un cazzo"
Il Dottor Malvone (
lui medesimo)

“io so’ io e voi nun zete un cazzo”
Jazztrain (
previa googlata)

"Malvino, secondo lei, Papa Ratzinger potrebbe ripristinare l'uso di baciare il piede in pubblico? I leccapiedi saranno contenti, faranno a gara per baciare il piede del Santo Pontefice e si rammaricheranno di non poter baciare il sacro buco".
Jazztrain (
mentre lecca una parte imprecisata del corpo del Dottore)
Domani per fare un dispetto alla Moratti parlerò di Charles Darwin
Jazztrain

L'Orinoco ha un delta, un delta vastissimo e per questo particolarmente famoso, e nessuna foce. (Topogonzo)

cosa vuoi che potrebbe interessare agli altri della mia facoltà ironica (Topogonzo)

D'accordo, diamolo per appurato, io sono un fesso (Topogonzo)

Il giusto colleziona cicatrici, il codardo scudi (Topogonzo)

avrete sete e sarete dissetati, avrete fame e sarete diffamati
(no, non è di Topogonzo, ma lo sembra)

Non mi sottraggo mai alle risposte soprattutto da uno che non ha mai fatto domande. (Jazztrain)

"...Mi ha cassato due commenti... solo perché ho scritto un periodo ipotetico del tipo "Se Magdi Allam fosse vissuto nell'ottocento sarebbe stato un capo ascaro"
Jazztrain (
si tratta di un periodo ipotetico del 69° tipo)

"Se fossero interessati... mi avrebbero chiesto delucidazini come farebbe... qualsiasi persona che vorrebbe saperne di più"
Jazztrain (
si tratta di un periodo ipotetico del milleduesimo tipo)

"la verità si costruisce insieme agli altri, nel rispetto degli altri" 

Il Dottor Malvone

"Si, sei un'idiota. Talmente idiot da dire "troll" a me, convinto che io ci creda e/o che qualcuno ci creda.." Giamba
(in feroce polemica con la grammatica)

"Te dico solo questo..Nun poi fa na cosa a me e rimane sulla Terra.Nun ce sta più spazio pe te sul pianeta..
Aspettate qualunque cosa in qualunque monento della giornata..Per il resto della vita. Guardate intorno quanno esci d casa..Anzi fa na cosa..Nun usci' proprio..I tempi sono cattivi.. "
Giamba
 

"Cosa hanno in comune i due musicisti? Entrambi suonavano il flauto, entrambi si conoscevano".
Jazztrain
"Prima o poi il veleno che producete vi intossicherà. Morirete poveri e pazzi." 
(Jazztrain)

"Sia chiaro, però, perché non vorrei sembrarle un insensibile: io soffro all’appassire di una begonia, il suo appassire mi sembra davvero morte."
Il Dottor Malvone

"Ho il dovere di presentarmi in pubblico quando ho conseguito un successo nei tornei in cui ho partecipato; ho il dovere di presentarmi quando ho fatto un servizio fotografico particolarmente apprezzato dagli addetti ai lavori. Lemie foto sono state pubblicate persino sui siti esteri specializzati"
(Jazztrain)

"Ti spacci per uomo e invece sei omo." 
Jazztrain (risoltosi all'estremo oltraggio)

"Io le mie idee so formarmele da solo"
Topogonzo (a Naomi Klein, per l'accusa di plagio al suo pamphlet del 2004 sulle magliette tarmate della Diesel)

"Le scuole private e cattoliche si sfregheranno le mani... L?attuale governo sarà sommerso da una rivolta di piazza che il sessantotto al confronto è stata una bazzecola"
Amerigo Rutigliano o il sig. Train?
 
"Approfitto dello spazio per citare un passo di Piero Calamandrei, tratto dal blog di Grillo "
(Jazztrain)

"Se per voi Marziale è spagnolo allora Virgilio è italiano, mentre Giulio Cesare è romano de Roma, Cicerone invece è burino perché è nato ad Arpino!" Jazztrain 

"L'unica cosa che sa dire il Signor Erasmo è come si coniugano i verbi, come si concordano gli aggettivi, come si costruisce una bella frase ad effetto".
Jazztrain
(non si sa se severo o invidioso)

"Questa mattina alle undici e mezzo sono stato convinto ad andare a fare colazione"
L'Adipolfo (insolitamente remissivo)

"Le rispondo una volta per tutte, mi pare strano che il titolare (N.d.R: del blog, id est Topo Gonzo) capisca benissimo il senso ed il significato di quello che ho scritto e lei no, questo mi fa pensare male". (Jazztrain alla sig.ra ADA) "S.ra Ada, lei mi fraintende totalmente se pensa che la mia intenzione fosse quella di difendere JT." (Topogonzo ormai sagace) 

”Siete degli inetti che ve la prendete con personaggi modesti come Top Ganz e Jazztrain che non fanno nulla di male. Vi sentite forti con i deboli, ma con i forti della blogsfera non siete capaci."
Jazztrain


O contraire, mon petit chou Pirly!
(TopoGonzo parigino)

"Come nella dama all'italiana, gli scacchi all'italiana aveva delle regole particolari "
Jazztrain

"non tengo in alcun conto dei vostri malevoli giudizi, o meglio dei vostri ottusi pregiudizi."
Jazztrain

"Il modo migliore per "relazionarsi" con loro è quello di prenderli in giro. Non è difficile perché sono del tutto privi di autoironia e di senso dell'umorismo" 
Jazztrain 

" sono contento di avere sbagliato perché in virtù di quello che è accaduto oggi ricorderò sempre che mice è il plurale di mouse e che quest'ultimo è un sostantivo irregolare. Non si smette mai di imparare".
Jazztrain (convinto di aver cominciato)

"Sorry, you had made a wrong."
Jazztrain
(sta correggendo l'inglese a qualcun altro)

"Personalmente, è da quando ho l'uso della ragione che m'accorgo dell'esistenza dei fascisti. " 
Topogonzo

"Si comportano come quelli che, per vincere la noia quotidiana, andavano su, nei cavalcavia delle autostrade, per gettare macigni ai malcapitati automobilisti che passavano per caso."
Jazztrain
(sta parlando di noi)

"Come si spiegano gli errori? Bignamescamente potrei rispondere così: essendo l'uomo un ente finito e limitato, ergo non è perfetto pur essendo perfettibile ed emendabie"
(Jazztrain)

"Putin è un dittatore? Non mi pare che abbia commesso un colpo di stato."
Jazztrain

“Francesco Nardi è diventato sucube dei peggior figuri della blogsfera”
Poi rilegge, e ci ripensa: "Erata corrige: succube"
Jazztrain
 
"Ohilà, merdacce, m'hanno detto che è morto uno della vostra brigata. Ovviamente mi dispiace tanto: a troll che muore, cordoglio d'oro."
Il Dottor Malvone

"Purtroppo in nessun altra regione del nostro paese non esiste un festival internazionale paragonabile a quello della città trentina"
Jazztrain, in cauta discesa per i dirupi della doppia negazione

"Mai avuto niente da ridire su Andrea Marcenaro, personalmente lo trovo delizioso."

Il Dottor Malvone, insolitamente benevolo

"Non abbiamo proprio capito, noi democratici, che il problema non è frequentare idraulici o candidare singoli operai, ma esserlo davvero?"
L'Adipolfo
 
"Sì, certe volte lo penso: Gramsci e Pasolini, prima o poi, dovranno essere destrutturati, se non si vorrà che la vocazione provincialistica della cultura italiana la isoli dalla globalizzazione, la possa far dannare fino all’incistamento vaticano"
Il Dottor Malvone
(anche noi, Dottore, certe volte lo pensiamo: che lei non sappia cosa scrive)

"il linguaggio filosofico trascende le regole morfologiche grammaticali"
Jazztrain

"Sono domande inproponibili e come se dicessi se lei è cretino è non è cretino."
Jazztrain

"per riuscire a parlare coi topi, occorrerebbe squittire. "
Topogonzo
(dai "Pensieri")

"nella storia, la filosofia, la storia dell'arte, la geografia, l'educazione fisica non esistono gli scritti perché sono materie orali".
Jazztrain

"ho imparato una cosa: nel gioco si vince, si perde, si pareggia."
Jazztrain

"non c'è concetto al mondo che strida più e faccia meno scintille di un napoletanto su una pista da sci."
Topogonzo

"Beh ma come puoi pretendere ke un cretino si dediki ad uno sport della mente?? Se la sua mente non funziona del tutto.Credo sia inconciliabile."
Un amico del sig. Train, che si firma "8"

(gli scacchi sono) sempre meglio che guardare programmi cretini o, peggio, guardare i combattimenti di "vale tudo" (o street fighting, dove se le suonano sul ring senza esclusione di colpi) in TV. 
Il fido Totonno

"Visto che ci tenete, risponderò più che esaurientemente con un'altra domanda"
(Topogonzo dei miracoli)

"Oggi si disputa il test-match tra Sud Africa e Italia, per chi non ha Sky può seguire in diretta questo sito (segue link NDR) e "vedere", si fa per dire, la partita. Buon divertimento."
Jazztrain
(grazie, sig. Train. Si fa per dire)

Non bisogna mai sottovalutare Leo Strauss"
Il Dottor Malvone
(non ci permetteremmo mai, Dottore)

"Provi solo a sfiorarmi, non so cosa potrebbe accadergli."
Jazztrain
(temendo le nerbate del precettor Teddy) 

"le donne sono crudeli" 
(Jazztrain)

"Spero che gli studenti interessati non vengano a sapere che un loro insegnante scriva..."
 sig. Train
(asino tutelare dei congiuntivi)

"Sono tanti i ragazzi pednolari che la mattina viaggiano per arrivare in tempo alle lezioni"
Jazztrain
(che non si pensi che molti viaggiano per arrivare quando capita)

"in assoluto le bombe alla crema di tornatora la domenica mattina presto sono state il pasto migliore"
poi, pensoso: "anche i fazzoletti con il gheriglio di noce"
L'Adipolfo 
(per la serie: io ho solo dubbi, le certezze le lascio ai magri)

 

"Occorre quindi  una più maggiore protezione della dignità e dei diritti umani"
Amerigo Rutigliano

"Spesso i lettori onnivori non selezionano qualitativamente"
Jazztrain, lettore anoressico

 

Mi sono beccato l’epiteto di “buonista”, io, io che sezionavo lucertole vive a undici anni.
Il Dottor Malvone
(in giallo le parti superflue della citazione)

"E' tipico dello stile del signor Train. Si diverte un casino a installare il dubbio nei confronti dell'interlocutore".
Un sicofante del sig. Train
(parlando del sig. Train medesimo)

"si è fatto ospitare gratis ed amor dei in quel di Fiumefreddo di Sicilia" - Jazztrain

"Come mai elimina i post scomodi che riguardano la Nirestein. lei dimostra d'essere un depresso stupido ebreo?" (Amerigo Rutigliano)

"Ma perchè fai sempre confusione piccolo ebreo?  Perchè dilapridi tutte queste parole per costruire scenari visionari e mistificatori della realtà? Sei datato, anacronistico, obsoleto e psicotico piccolo ebreo..Smettila di
alzare polvere..Te la diraderemo ogni volta..Senza pietà per te ed il tuo bisogno di allopntanare la realtà.."

Giamba, sul blog di Marcoz

"Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell'animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica"
Topogonzo

"Femmine che non hanno alcuna gratificazione nel rapporto sessuale e si danno ala politica per avere potere:
Esempi: Anna Finocchiaro, Rosy Bindi, Livia Turco."
Giamba

"Quello che scrivi, caro Zio Giamba, è sacrosanto"
Jazztrain


"queste polemiche da cortile lasciano il tempo che trovano, sono due personaggi che non hanno alcun spessore e che sono dotati di spirito di patata"  - Jazztrain

"Il Kossovo era una regione come può esserLA l'Umbria per l'Italia"
[Romeo Casti].

"All'ultimo turno come da un pò di tempo mi accade da un pò di tempo a questa parte vado in black-out" -
Jazztrain

“La ringrazio per la domanda, che per vari motivi, non potrà mai essere esauriente". -
Jazztrain

 

"il pensare Dio è un atto di Fede perché se fossimo veramente liberi di pensare liberamente correremo il rischio, come direbbe a sua volta Agostino, di finire all'inferno. A meno che tu non possieda una concezione di stampo Deista massonico, ma questo è un altro modo di interpretare Dio".

Jazztrain


"E quello che dobbiamo chiederci è questo: si vive meglio in un paese dove i pidocchi ottusi che devono pagarli lesinano su salari e stipendi o in un paese dove l'entità di salari e stipendi sono sentiti come gli ultimi dei problemi?"
Topogonzo

"Il mio scopo è trasmettere good vibrations"
Jazztrain


"Io sono di Riposto, ergo non sono di Giarre anche se mi trovo alla Maddalena (SS)
Jazztrain

"Ieri mattina, mentre stavo facendo due chiacchiere al telefono con una persona amica, mi viene posta una domanda apparentemente banale, ma non facile da rispondere subito e soprattutto non facile da rispondere per telefono"
(Un docente di lettere e filosofia nei licei)

"Noto che ci sono alcuni individui particolarmente attenti a far l'analisi logica, grammaticale e semiologica di ciò che scrivo. A costoro dico solo una cosa: i filosofi non sanno scrivere"
(Sempre lo stesso docente di lettere e filosofia nei licei)

"il calcio è malato, è ora di lasciarlo al suo capezzale"
(Jazztrain)

"Blog mobbing lo fanno essenzialmente dei commentatori che si inventano fantsiosi nickname con il preciso scopo di seminare zizzania. Sono simili ai troll"
Jazztrain

(rivolto a un interlocutore che lo aveva stuzzicato sull'Ariosto) "Canto le donne, le armi ed i cavalier...Lascia stare, nel 1993 mi cimentai nella titanica lettura dell'Ariosto, devo dire che mi ricordi quei cittadini ingrati ad Orlando perché li liberò dal mostro che voleva divorare nuda la bellissima Angelica."
Jazztrain  
(nuda la voleva divorare, quel porco)

"quel pozzo nero chiamato Topgonzo, dove le caviglie affondano nell'acquitrino delle più saccenti insulsaggini e nello sterco del branco che rifugge vile e intimorito dalle individualità, insomma nelle merdose scorie mobili del moralismo più abietto"
Topogonzo

"noi della Cdl siamo stanchi di ammazzare un vitello grasso ad ogni va e vieni di figliuol prodigo"
Il dott. Malvone
(agosto 2003)

"Fu  la prima volta che vidi un concerto jazz per piano solo e fu la prima volta che lo apprezzai per intero" -
Jazztrain

"el topon saria pegio ch'el buso"
 Topogonzo
(sì, è autentica)

"Il sud era più economicamente messo meglio del resto d'italia"
dott. mirage

"non credo che non esista soggetto al mondo (...) tanto imbecille o sprovveduto da definire "politologo", chessoìo, Aristotele o Mantesqueieu o Croce".
Topogonzo

"Stellwagen, trascorre spesso il  pomeriggio giocando a dama internazionale massacrando giocatori di medio livello. Io ho avuto l'onore di conoscerlo"

Jazztrain (ci immaginiamo che l'abbia conosciuto di pomeriggio)

"Porgere l'altra guancia è esercizio spirituale naturalmente, per definizione direi, del tutto ignoto agli imbecilli, privi nella maniera più assoluta del minimo attributo virile (virile, si badi, non sessuale), etico ed intellettuale non dico per praticarlo, ma anche soltanto per concepirne il senso, troppo alto per la loro abietta condizione. Dunque, parcemus subiectis e continuiamo a porgere l'altra guancia, non perchè - come sostiene qualcuno - il perdono sia facoltà escusivamente divina,  no. Piuttosto perché il perdono è esclusiva di chi è oggettivamente in grado di concederlo e oggettivamente lo concede."
Topogonzo
(e poi sostiene di non scrivere più in su del suo culo...)
 

"Cadrò nel qualunquismo più biego ma io ho l'impressione che siano tutti commensali intorno ad una grande torta!"
BlakAngel
(sic)

"Pare accertato che tutti i treni italiani, esclusi i soli Eurostar, marciassero più puntualmente e persino più velocemente di oggi in era fascista"
 (Topogonzo)

"i grandi musicisti jazz provengono dalla tradizione blues, tradizione nella quale essi con il loro magnifico sound sono impregnati sino al midollo!"
Jazztrain

....ad esempio, sarò curioso di verificare quali riflessi e conseguenze potrà avere l'approvazione della finanziaria sull'opposizione
Topogonzo

"I giornalisti italiani se fossero meno corporativi farebbero tante inchieste sul precariato.Purtroppo il giornalismo italiano è in stato comatoso, non fa inchieste, non fa servizi, fa solo opinionismo.Si leggono i commenti di Tizio, Caio Sempronio come se fosse la Bibbia".
Jazztrain (testo integrale della cacc... pardon, dell'intervento del sig. Train in un dibattito sul giornalismo sul blog di Adinolfi)

"La mia intenzione non era quella di scrivere "condicio" bensì "conditio"... per via della pronuncia m'è scappata la <z> in luogo della <g>"
Topogonzo 

"Ombrellari. Per abitudine familiare. Mio padre chiamava così i soggetti che risultano lontani anni luce dal possedere anche solo un ombra della competenza ("know how" diremmo oggi) che il loro mestiere imporrebbe e che invece si danno il tono di possederne a iosa".
Topogonzo
(Va bene Topo, adesso sappiamo come ti chiamano in famiglia)

"L'ignoranza di berlusconi è infinitamente grande da raggiungere il sublime".
Jazztrain

"Scelta legittima, ma altrettanto legittimo sarebbe stato meglio tacere"
Jazztrain

"Riguardo l'emoticon, è un modo per scherzare"
(Jazztrain)

"il preside... gli ha promesso che gli venga un colpo"
Topogonzo
(neanche in casa nostra si trattiene)

"I pacs sono il piede di porco che scardina ciò che fonda l'autoreferenzialità della tradizione, che è la sua violenza in forma di emarginazione.  Ti basta, omo?"
Il dottor Malvone

"Vorrei pubblicamente ringraziare il lettore Castruccio perché ha costretto, nel senso buono del termine, a scommettermi pubblicamente sul sito http: //www.vogclub.c om, ho preso sul serio la sfida cercando di dare il meglio."
Jazztrain

"Miles Davis non accetta, come scrive nella sua autobiografie, certe stronzate anche se queste le trovava divertenti".
Jazztrain

"Gli uomini, più curvano schiena e attributi più diventano suscettibili"
Gabrielita
(Gabrielita ha notato che in sua presenza gli attributi maschili si curvano verso il basso, e i proprietari si fanno irritabili)

"...cui io sono solito rivolgermi direttamente chiamandola M.me, ma che di me parla solo in terza persona indicandomi col termine "topo"
topogonzo
(col magone)

"chi meglio dei sindaci sa se nel loro comune necessitano più autopubbliche? Mi pare che Veltroni e la Moratti ne abbiano già approfittato" (Gianni Guelfi)

"Sarebbe meglio che ci vendichi San Marino!"
Jazztrain
(ironizzando su una sconfitta della Nazionale)

"Che differenza c'è tra quelli che hanno ammazzato l'ispettore Raciti e loro? Nessuna differenza, sono dei delinquenti della blogsfera."
Jazztrain
(a proposito di noi)

"Peccato, non mi riconosco nel cosiddetto pensiero liberale all'italiana"
Jazztrain

"Sono venuto a dirvi che siete degli straccioni"
(Jazztrain)

"Lo sanno tutti che Gobetti e Gramsci era gentiliano"
Jazztrain

"Erasmo è un furbastro, ed è molto pericoloso" Jazztrain

"stare a cavallo di un crinale non è comodo perché l’inguine si irrita, e prude o duole. Ma che vogliamo farne, un dramma?"
Il dottor Malvone

"Io so chi siete, so come vi chiamate, so deve abitate e so tante altre cose"
Mario Puzo --- no, pardon: Jazztrain 

"Purtroppo nella blogsfera esistono persone stupide che non hanno nulla da fare se non quello di disturbare o di infastidire il prossimo"
Jazztrain

"Gradirei che si discutesse del contenuto di quello che ho scritto, non di amenità o di stupidaggini".
Jazztrain 
(si rende conto, sig. Train, della contraddizione in cui cade?)

"Ha senso dialogare con un provocatore di professione? Io credo di no, poiché questo personaggio, che scrive squallide volgarità sul mio conto nel suo blog fogna, non deve mettere piede qui e che debba essere mandato a fare in culo."
Jazztrain

"Il marxismo non è intollerante perché è una filosofia della liberazione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Il dogmatismo comunista; il fideismo lo è, non il marxismo, non a caso si parla anche di umanesimo marxista! Il liberismo non vuole regole, perché le considera lacci, legami, etc."
Jazztrain 
(
ci piace questo brano perchè: 1) è una bellissima caccola apodittica del sig. Train e 2) contiene quello che molti studiosi indicano come l'unico punto e virgola (;) mai utilizzato dal sig. Train. Che poi sia utilizzato a sproposito, è solo nell'ordine naturale delle cose).

"a me basta che la bastonata sulla groppa sia giunta al corretto mittente"
(Topogonzo)

"Il corpo è uno dei doni più preziosi che possediamo".
Bbmount
(amica del sig. Train: ma se dice così non lo deve conoscere di persona)

"Io fui omofobo, ora non lo sono più, ma temo che l'esserlo stato per tanto tempo abbia compromesso irrimediabilmente quella capacità di rabbrividire, ecc., ecc.
(Il Dott. Malvone)

"la posizione di Bush è quella di dire chi è con me, non è contro di me."
Jazztrain

"Ho disperatamente bisogno di un tappo."
Gabrielita

"In italia ci sono troppi opinionisti e pochi giornalisti (chi fa giornalismo serio o muore o viene rapito) un opinionista in meno non è un grave danno per il paese"
Jazztrain

"..dopo almeno trentanni, vedo giocare il Brusegana… riconosco solo i colori (biancorosso), nessuno dei giocatori, né del pubblico…"
Fiorenzo Mazzuccone

"Che tu sia un avvoltoio, lo avevo capito; tu stesso hai detto che leggi i miei post".
Jazztrain, riferendosi a red.cac. (
Questa e altre citazioni troveranno spazio nella sezione "autolesionismi", di prossima istituzione).

"Giustamente Totonno dice una cosa che condivido al 100%"
Jazztrain

"la soluzione, non è di difficile soluzione"
Jazztrain

"grazie per essere caduto alle nostre provocazioni"
Jazztrain

"tra le tante pratiche da iperfrustrati che esercitate, vi dilettate nell'andare in giro a sottolineare malignamente agli interessati le situazioni che, solo allo spirito meschino vostro e dei meschini vostri pari procurerebbero frustrazione, dello stesso genere lancinante che nella realtà solo voi riuscite a provare".
Topogonzo

"per carità, l'ironia non mi manca"
Jazztrain 

"vi giuro che se l'avessi trovato davanti"
Jazztrain (
è un sacrosanto periodo ipotetico dell'irrealtà. Fino ad ora il sig. Train se l'è... ops, ha trovato di dietro).

"Lei mi fa sentire più potente di quanto oggettivamente non sia"
Jazztrain (
chiariamo: non si sta riferendo a una sventurata signora, ma sta dando del "lei" a un interlocutore)

"Direi che la tua sintesi non sia niente male" 
Topogonzo (
et in Arcadia mus)

"tra le mie orecchie c'è il mio cranio, tra i miei coglioni il mio pisello".
Topogonzo (
previa verifica con lo specchietto)

"Mi piaci sempre di più. Come blogger, perché cosa hai capito?;-)"
Jazztrain (
corteggiando, a modo suo, una ignara blogger

"Più volte abbiamo detto che gli USA sono una democrazia.Non facciamone un feticcio astratto, perché non vorremmo che in nome della democrazia sono lastricate le strade che portano all'inferno."
Jazztrain

"Accusare Chamberlain di essere fesso non ha senso. Ha applicato in toto lo spirito della politica dell'equilibrio. Il problema era che questa ricetta funzionava nel 1915 non nel 1938".
Jazztrain

"sinceramente, pensavo che una persona che ama frequentare e incrementare la palude di topgonzo abbia addosso decimetri di dura scorza e che perciò le rimanga ben poco di cui scandalizzarsi al mondo, specie in tema buona e cattiva educazione. Cosa che, ad onta dell'ipocrisia topgonzica che sembra dominare anche qua attorno, continuo a pensare".
Topogonzo (
in vena di sintesi)

"L'eristica è una tecnica retorica che adottavano i sofisti per imporre la loro tesi vera o falsa che sia".
Jazztrain

"abbiate pazienza, perché essa è la virtù dei forti" 
(Jazztrain)

Le automobili, che ebbero modo di prolificare rapidamente, divennero sempre più potenti e veloci"
Un amico del sig. Train

"A me non fanno nemmeno il solletico di quanto sono cretine".
(Jazztrain,
parlando delle nostre battute)


"Eppure, nonostante i lutti che lo hanno segnato nell'animo e la schiavitù dell'eroina che lo stava distruggendo fisicamente, Evans suonava in modo meraviglioso".
Jazztrain (
questa eroina schiavizzata doveva darci dentro mica male, la porca)

"A te il letterale sganasciamento farà male, non dubito, ma è altrettanto certo che per il tuo prossimo sarebbe molto peggio se tu usassi prendere alla lettera lo scompisciarti dalle risa."

Topogonzo (
questa è una frase compiuta, riportata integralmente. Non è stata artatamente estratta dal contesto o tagliata)

"Quando suona il sassofonista Charlie Rouse sta all'impiedi muovendo il piede per vedere se il ritmo è giusto"
Jazztrain

"E' evidente che l'attività scacchistica nel nostro paese è in piena attività"
Jazztrain

"Topgonzo ed i suoi miserabili accolit, che sono incapaci di autoironia, devono morire tra atroci sofferenze".
Jazztrain - TIE' (
aggiunto dopo, da un redattore partenopeo)

"Perché alla fine non ci son cavoli: l'abtudine assidua alla lettura finisce sempre per sbarazzarsi dei vincoli e delle censure che possonio averla condizionata all'avvio."
Topogonzo

"Moni Ovada? Veramente Moni Ovada, a pelle, sarebbe pure simpatico, ma dai  noti "maître a ne penser pas" vengono apodittiche preclusioni. No, per carità, Moni Ovada dice troppe stronzate"
Topogonzo

"Pirlacchione assume tale intensità che fesso finisce per essere il sottoscritto"
Topogonzo (
sulla via di Damasco)

"sono stati i maggiori introiti derivanti dalla lotta all' evasione a far lievitare l' indicatore della pressione fiscale"
Gianni Guelfi (
Maestro di Topogonzo)

"Gabriellita si diverte a prenderli in giro, e fa bene." 
Jazztrain (
con invidia)

"Per quanto possa sembrare strano rispetto a Teddy o alla Supervisora, il fondatore e lo Stronzerdam sono nettamente migliori perché non sono personaggi ambigui." 
Jazztrain (
esempio di come l'ignoranza delle regole di punteggiatura possa stravolgere il significato -ammesso ci fosse- di una frase)

"do dello stronzo solo a chi voglio bene"
Il Dottor Malvone

"Adinolfi, vedo cha hai grande coraggio, questo dal punto di vista politico paga molto, vedo che sei determinato e coerente, è un bene, perché senza determinazione non si va avanti in politica."
Jazztrain (
sponsor ufficiale della virgola multipurpose)

"Domani presenterò una stupefacente partita del neo campione di Francia Maxime Vachier-Lagrave; l'unico aggettivo che mi viene in mente è questo: capolavoro!"
Jazztrain

I liberisti temono lo statalismo, lo combattono, lo avversano. Se dal punto di vista politico il liberismo è anti statalista, come sarà dal punto di vista etico? Matrimonio statalista, libero scambio dei corpi e del sesso alla faccia dello statalismo di trono ed altare! La mia è sarira politica :-) Paradosso! Libero scambio commerciale, liberto scambio sessuale, WoW
Jazztrain (
garantiamo che quanto precede è completo e in sequenza corretta)

"Il dettaglio, purtroppo, è che la storia viene scritta dai vincitori."
Un amico del sig. Train, a proposito della II guerra mondiale

"ci vuole un coraggio da Leone (con la elle maiuscola!) a sfidare personaggi infidi, pericolosissimi e infantilmente vendicativi"
Jazztrain (
sta parlando di sé e di noi: magnifica le sue imprese nel tentativo conquistare una malcapitata signora)

"Dimenticavo: anche Voltaire parla del Santo Prepuzio (Traite sur la tollerance, 1763). Dimenticavo pure: tracce di Santi Prepuzi si rintracciano nelle lipsanoteche di Chartres, nella cattedrale di Le Puy-en-Velay, in una chiesa di Santiago de Compostela, nella città di Anversa, e in altre tre chiese, di Metz, Hildesheim e Besançon. Vabbe’, cazzatelle."
Il Dott. Malvone
 (
se non avesse precisato che sono cazzatelle si sarebbe pensato a sfoggio di cultura

"Il senso del tutto, a detta dei poveretti, sarebbe il dovere di emendare i fessi. Nel dirlo, essi evidentemente trascurano la semplice verità (forse a loro del tutto ignota) che i fessi di maggior calibro si riconoscono proprio dalla patetica e risibile velleità di misurare la loro superiore qualità intellettuale a paragone di pretesi fessi."
Topogonzo 

"Chi non è d'accordo con loro, come avviene al 99%, subito insultano ed insolentiscono."
Jazztrain 

"sputano nel piatto dove hanno gozzovigliato"
Jazztrain

"prenditi le responsabilità delle tue impressioni"
Topogonzo

"Ne sparano di stupidaggini a nastro continuo".
Jazztrain

"Nell'ultimo post (13:05) ero stato sbrigativo perché era ormai ora di pranzo, Madonna Ginevra"
Topogonzo (
più che l'amor potè il digiuno)

"il campione del mondo con i Neri adotterà un impianto solido, a meno che, come è avvenuto contro Morozevich, potrebbero esserci sorprese da parte del campione del mondo".
Jazztrain


"Non c’è niente da fare, in rete diventiamo tutti dei fighetti"
Il Dottor Malvone 

"gli elettori non sono poi tanto meglio degli eletti. Quindi prima di guardare la pagliuzza nell' occhio altrui ecc. ecc."
Gianni Guelfi 

"Se io scoprissi un metodo sicuro e pienamente efficiente di ricavare mille gigawatt d'energia dalla fusione a freddo di una briciola di letame di vacca, avrei il DOVERE - civico, cristiano, in una parola umano - di metterne a parte il mondo intero"
Topogonzo (
in nome di Dio, sig. Topo: non interrompa la ricerca)

E' anche vero che mi hai inondato più volte di spam il mio blog e che ti sei spacciato persino per musicisti in carne ed ossa.
Jazztrain

"Non è colpa sua se suo nipote (lei) è stupido".
Jazztrain

Se vuoi il mio aiuto
devi spiegare. Lo so l'ho formulato nell'ottica dell'imperativo ipotetico del se vuoi devi, tant'è..."
Jazztrain 


"...e devo dire che di Otto Kernberg io ho enorme stima."
Il Dott. Malvone (
e Otto ne sarà certamente orgoglione, Dottore)

"Medita Nardi, medita e soprattutto informati altrimenti farei sempre figure sbarbine"
Jazztrain

"La tua mi sembra una reazione viscerale e un po' forte che non ha una spiegazione logica perché non la comprendo".
Jazztrain

"Marcoz, non immaginavo che avevi istinti suicidi. (Jazztrain)


Nato a Ravenna in tenerissima età, trasferito in Lombardia per motivi di lavoro circa 30 anni fa. Altezza 1,96 , peso circa 100 Kg.
Paolo Bagnoli, campione di scacchi e amico di del signor Train
 
"Sono personaggi che non hanno nulla da fare, beati loro che non lavorano".
Jazztrain 

Se uno non ha nulla da nascondere, perché non deve pubblicizzare il proprio blog? A meno che... è responsabile di azioni scorrette... e teme di subire vendette e ritorsioni.
(un docente di storia e filosofia nei licei) 

"Io provo a immaginare in fila per uno i 5.906 democratici italiani che volevano me segretario nazionale del Pd e le liste di Generazione U nell'assemblea costituente e mi emoziono, sarebbe una fila bella lunga." 
L'Adipolfo

"io quando dico buco del culo voglio dire semplicemente buco del culo"
Topogonzo

"Comincio a pensare che tu non legga con sufficiente attenzione i miei commenti (…) Ora - bada ben a quel che dico stavolta - io non voglio certo dire che sia il consumismo l'unica o la prima causa dell'incultura civica dominante, ma tu davvero vorresti che te ne elenchi anche solo qualche centinaio, di questi nessi?"
Topogonzo (minacciosissimo)

"Questo discorso è avvenuto nella mia mente." (BBMount)


"Per quel che mi riguarda i miei commenti sono ironici e paradossali, non a caso chi li giudica incomprensibili non ne capisce lo spirito."
Jazztrain 

"non credo proprio che la mia sia una cultura particolarmente vasta o approfondita, ma se per ipotesi lo fosse, lo si intuirebbe innanzitutto dal fatto che mai mi sognerei di sbandierarla (è questo l'unico vero merito che mi riconosco)."
Topogonzo 

A Erasmo: sei cretino, non mi interessi, mettiti l'anima in pace. Ciò nonostante, continua a leggermi, mi titilli il counter.
Il Dott. Malvone

"c'è stato anche il genio Bobby Fischer che per quanto riguarda lo stile scacchistico, non possiamo considerarlo come un giocatore alla Alekhine, né alla Tal."
Jazztrain 

"l'autoironia di cui deficitano i topgonzi sprizza invece abbondante già dal mio nick (i topgonzi questo non l'hanno mai capito) e, se non bastasse, tal tono intenzionalmente verboso, spesso ampolloso, con cui replico loro"
Topogonzo

"Il nostro Giamba si dimostra una volta di più navigato conoscitore dell'animo umano, in particolare, disincantato e disinvolto maneggiator di dialettica."
Topogonzo

Vi saluto parafrasando un famoso verso del Belli: "Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo"
Jazztrain

"Il trucco è stato l'invenzione del femminismo, una visione della vita assolutamente coerente e funzionale alla società della produzione e del consumo, che afferma che la vera gratificazione della femmina avviene attraverso il lavoro ed il guadagno, e non attraverso il compimento della sua funzione naturale, quella di far crescere la vita nel suo corpo e far nascere la vita dal suo corpo. La deriva finale, inevitabile e necessaria, di questo tragitto che mette il denaro davanti alla vita, è l' esaltazione della degenerazione della femmina al ruolo di prostituta."
Giamba


"Vero è ben, Giamba egregio. La tua analisi è sottesa di profonda melanconia e gronda dell'umanesimo proprio delle anime nobili"
Topogonzo

"Quando faccio una ricerca, mi perdo nei dettagli marginali, l’idea sarebbe quella del (as)saggio da meditazione, ma poi m’indugio presso un vitigno atipico, mi pare che la sua atipia possa far ragione dell’intera vigna, e mi faccio felice di una piccolissima vendemmia, un solo barilotto, per me preziosissimo.” 
Il Dottor Malvone (traduzione: anche lui googla)

"Oggi a manifestare a favore del papa c'erano i nazisti. Mica cazzi. Che si aggiungono agli atei ciellin-ferraristi, difensori degli embrioni di recente ingaggio"
Topogonzo, tifoso della McLaren

"E così spesso rischiamo di fare come questa sirena, di restare soli su uno scoglio, con la nostra coda argentata che ci separa dal resto del mondo. Eppure vogliamo solo  essere amati per quello che siamo...."
Bbmount (sirena: guarda cosa si inventa per non dargliela al sig. Train)

"Una natura fondamentalmente umile mi impedisce di cedere alla tentazione di pensare che tutte queste molestie nei miei confronti e dei miei lettori da parte della vostra crocchia da "compagni di merenda" siano prova evidente di una qualche forma degradata di invidia, rabbiosa per altro. Rimando il cedimento a pensarlo, ma d'intanto è certo che siete tutti molto divertenti quando sguazzate così nella vostra stessa bile, nella vostra stessa merda"
Il Dottor Malvone (ha scritto proprio così, "crocchia", e ha concordato al femminile l'aggettivo, per non lasciare dubbi. Forse voleva dire crocchio, forse cricca. O forse, "un crocchio di ricchioni": quindi, al femminile)

"...quando si tratta di confutare qualcosa al suo interlocutore, come tutti gli ometti cui la cervice shareware di cui si dotano non funziona fino al punto di garantir loro l'autonomia di pensiero, non trova di meglio che citare e consigliare i libri che ha letto (ignorando l'ipotesi che ne possano essistere anche altri, di libri, come l'ipotesi che l'interlocutore non spaittelli titoli in faccia a nessuno, non perché non ne abbia da menzionare, ma semplicemente perché non ami farlo"
Topogonzo (sempre nervoso quando si parla di letture)

"dopo è spuntato il tesoretto, quando si cominciava a far ordine nelle casse dello stato"
Jazztrain (dalla lectio magistralis di politica economica)

"Andò così: dapprima, a mensa, lo fece rimpilzare di fagioli (il suo cibo preferito) al bromuro e quindi, nottetempo e d'accordo col colonnello, lo fece caricare su una lettiga a rotelle e trasferire direttamente alla vicina locale caserma del CAR, dove arrivò che dormiva profondamente, seppur scorreggiando fragorosamente come un cammello"
Topogonzo narratore

"Se queste forze condividano o meno il programma e se si impegnano ad attuarlo forse avresti ragione, ma devi dare un contentino alle forze minori altrimenti non correrebbero mai insieme a te"
Jazztrain (OK, sig. Train: ha vinto lei. Ci ha messo in cotale confusione che non siamo neppure in grado di dire quanti errori abbia fatto)

“il dialogo va costruito in un tentativo di costruzione della concordia collettiva”
L'Adipolfo (ovvero: il nuovo linguaggio dei politici della nuova generazione)

"Non pretendo che il papa condivida e persegua null'altro che i miei punti di vista e che rigetti espressamente quelli che non condivido"
Sua Bontà Topogonzo

"Anche il più stupido è in grado di scoprire gli errori del più saggio". 
Topogonzo (citando Adorno pro domo sua)

"E' così evidente che lei non capisca che nessuno mette in discussione le sue parole."
Jazztrain

"Vorrei ricordare al titolare che non si permetta mai più di fare infime insinuazioni che offendono la dignità degli altri"  
Jazztrain 

"Pirly... così pirla da farti prudere il culo da quel «come»" 
Topogonzo ombrellaro

"io sono il noioso topogonzo che detesta i branchi di cani supponenti, soprattutto in quanto abbrancati,  l'ipocrisia dei supponenti, la loro prepotenza idiota ed infantile, la loro vigliaccheria, la loro perniciosa vanità..."
Topogonzo degli Uberti col dispitto fieramente irato con noi e in particolare con Noi red. cac.; qualora surgesse alla vista scoperchiata un'ombra lungo il topo infino al mento, quello è il sig. Train)

"Se...mi chiarisce meglio... l'inacchetabile stridore che assegnerebbe Tocqueville e Don Milani a sponde opposte del pensiero sociale, non mancherò certo di provarmi a risponderle".
(Topogonzo dubitans cum Ada)

"Lei si permette... di definirci in modo sprezzante e razzista indigeni"
Jazztrain

"Non c'è bisogno nemmeno di attaccarlo al frigo perché quel cartello è già appeso in ognuno di noi e si chiama coscienza"
In interiore topo...

"Good Evining" "Good Live"
Amerigo Rutigliano 

"Non me ne frega un cazzo di dove la mia idea conduca la sinistra" 
Topogonzo duce 

"fra un paio di secoli, quando la gente in Italia avrà riscoperto il gusto e l'utilità di imparare a leggere e scrivere"
Topogonzo (in vena di buoni propositi) 

"il fatto che (io, cioè lui, il topo stesso) abbia votato qualcuno non ha mai minimamente compromesso questa abitudine di usare sempre e soltanto nientemeno che la mia di testa"
Topogonzo (ora ti capiamo meglio, topo)

"La mia tesi è rimasta la stessa dal '94 a oggi"
Topogonzo (va bene, Topo: ma forse se la riscrivi ti fanno laureare)


Accademia

Questo niblog difende la lingua italiana (e, nei limiti del possibile, qualsiasi altra lingua e dialetto) dagli attacchi dei fessi.
Viene dichiarata una moratoria unilaterale e a tempo indefinito sull'uso dell'accento acuto (é) in quanto scomodo da diteggiare. Potrà, a nostra discrezione, essere sostituito da quello grave (è).

Cotesto níblog non se lo sogna nemmeno lontanamente di rappresentare una testata giornalistica, e se qualcuno venisse sostenendolo
ci offenderemmmo a morte: tra noi c'è chi dichiara di non sapere nemmeno che cosa sia la periodicità, e chi lo sa bada bene a evitarla,
e questo spiega perché abbiamo una Sig.ra Supervisore, diversi redattori e alcuni columnist impegnati ad aggiornarlo con assoluta imperiodicità o antiperiodicità o irregolarità temporale. Figuriamoci dunque se si tratta di un prodotto editoriale. Andate a leggervi la
legge n°62 del 7.03.2001: noi ci abbiamo capito poco, ma se tutti i blogger più fighi ne parlano anche noi la  schiaffiamo qui non perché legalmente minacciati da un blogger autorevole che forse capeggia ora e certo un tempo capeggiò {qui l'assoluta mancanza di periodicità genra anche in noi un qualche smarrimento} il nostro albo de' fessi (aggiornato senza nessuna periodicità), ma perché, come detto, non ci avevamo badato... ed or che ci badammo ce la tiriamo un po' anche noi. Vi pare, colleghi,  collaboratori e lettori assidui ma imperiodici come noi? 

 

Continuiamo a non raschiare, ad eccezione degli escrementi del sig. giamba, indecenti anche per le nostre malelingue. In questa maniera, e rispondendo incidentalmente alle accuse di taluni fessi, esercitiamo il nostro senso del pudore, impegnandoci a tutelare i nostri lettori, assidui ma imperiodici come noi, da brutture inutilmente tese a dimostrare l'esistenza del loro autore.   
SE TUTTAVIA QUESTA RAGIONEVOLE SPIEGAZIONE NON BASTASSE, SPECIFICHIAMO CHE NOI SIAMO GARANTISTI FINO A QUANDO NON INTERVENGANO SUPERIORI RAGIONI DI IGIENE, DA NOI
INSINDACABILMENTE VALUTATE (no, topogonzo: i sindacati confederali non c'entrano, e neppure i cobas). 
 
DA OGGI, 23.11.2006, 19:46, VENGONO RASCHIATI I MALTRATTAMENTI CHE IL TOPO INFLIGGE AL FRANCESE E AL LATINO. NON CI RISULTA, PER ORA, CHE ABBIA TENTATO ALTRI IDIOMI. 
p.s. Ha tentato anche lo spagnolo e il portoghese, con identici esiti. Si raschia (17.06.2009) 
DA OGGI, 28.11.2006, 23:02 VIENE RASCHIATA PER PURO SFIZIO, SOLO OGNI TANTO, E SEMPRE

A CASO, ANCHE GABRIELITA.
DA OGGI 06.06.2007, 23:22, VIENE AD LIBITUM RASCHIATO TOPOGONZO SE NON SI PRESENTA APPUNTO COME TOPOGONZO, SENZA STORPIARE IL SUO NOME.      



 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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